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Il punto sulla A - Questa Roma non è un fuoco di paglia

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Raimondo De Magistris
lunedì 27 gennaio 2014, 07:002014
autore Raimondo De Magistris
27.01.2014 07:002014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport

Le dieci vittorie della Roma nelle prime dieci giornate sono una della grandi sorprese di questa stagione. Reduci da un campionato disastroso e da un'estate caldissima in cui tutti - dai dirigenti ai giocatori - erano stati oggetto di contestazione, i giallorossi hanno approcciato la Serie A 2013/14 con un piglio che nemmeno il più ottimista dei tifosi osava immaginare.
Bravo Sabatini a cambiare strategia di mercato per strada, perché va bene puntare sui giovani ma è altrettanto vero che se non hai una squadra solida e piena di certezze ad affiancarli anche i talenti più interessanti fanno fatica a imporsi. Un Wallace in meno e un Maicon in più, per esempio. Straordinario Rudi Garcia, manager dalle poche parole e dai molti fatti. Luis Enrique e Zeman negli ultimi avevano annunciato una Roma spettacolare e volta all'attacco, il francese coi fatti ha messo in campo una squadra che non rinuncia ai tre attaccanti ma che, al contempo, difende con tutti gli effettivi a disposizione.
Eppure i 30 punti conquistati tutti d'un fiato non avevano zittito le critiche. Tutti erano in attesa del primo passo falso, dei primi problemi per capire se il giocattolo di Rudi Garcia e Sabatini fosse destinato a rompersi dopo un uso prolungato. I quattro pareggi consecutivi avevano acceso il dibattito, la sconfitta in campionato contro la Juventus (la prima dopo 17 risultati utili) portato al seguente dilemma: riuscirà a reagire o questa Roma è solo un fuoco di paglia?
Un domanda a cui Garcia e i suoi ragazzi hanno dato una risposta forte nei 20 giorni successivi. La Roma ha reagito alla grande e non solo s'è presa un'immediata rivincita sui bianconeri in Coppa Italia, ma ha addirittura ridotto il distacco dalla vetta grazie alla vittoria sul difficile campo del Verona. Nessun fuoco di paglia, insomma. La Roma è una solida certezza che ha fatto tesoro delle ultime due stagioni per invertire definitivamente la rotta.

Elogiata come merita la Roma, c'è da dire che per lo Scudetto - nonostante il distacco sia passato da otto a sei punti - ancora non sembra esserci storia. E' vero, infatti, che la Lazio ha interrotto la striscia di dodici successi dei bianconeri, ma la squadra di Conte all'Olimpico ha disputato una prestazione straordinaria. Da sottolineare la ferocia con cui i campioni d'Italia, in inferiorità numerica per oltre un'ora di gioco, hanno affrontato la Lazio, riequilibrato la partita con Llorente e continuato ad attaccare nei minuti successivi alla ricerca del vantaggio. Solo applausi per i bianconeri, insomma, che hanno un vantaggio rassicurante calcolando che in 21 giornate hanno lasciato per strada solo sette punti.

Dopo le melodiose sinfonie ecco le note stonate. Il Napoli per la quarta gara al San Paolo è stato fermato da una squadra che lotta per la salvezza. Troppi, decisamente troppi i punti persi in casa da un gruppo che ha ambizioni da vertice e che a questo punto deve guardarsi le spalle, nonostante anche la Fiorentina non sia andata oltre il pareggio.
Ancora peggio sta facendo l'Inter che tra i fischi e le contestazioni di San Siro non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro il fanalino di coda Catania. Walter Mazzarri, che non può incolpare la società per l'ennesima stagione anonima, continua a spiegare con fattori esterni l'assenza dei tre punti dando così degli alibi una squadra che sicuramente non è all'altezza di Juve e Roma, ma è più forte delle sorprese Verona, Parma e Torino.

In coda da sottolineare il successo del Livorno contro il Sassuolo in uno dei tanti scontri salvezza che ci attenderanno da qui al termine della stagione. Domenico Di Carlo dopo l'esordio vincente ha parlato di un'impresa necessaria per condurre gli amaranto alla salvezza. Testa bassa e lavorare, insomma. Per andare oltre il fuoco di paglia acceso col successo di ieri.