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Italiane alla prova europea. Scoppiate negli ultimi minuti

autore
Andrea Losapio
sabato 22 febbraio 2014, 07:452014
autore Andrea Losapio
22.02.2014 07:452014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano

Due vittorie, un pareggio e due sconfitta. Potrebbe quasi essere un bilancio accettabile, se pensassimo che - fino a qualche anno fa - quattro squadre italiane su cinque avrebbero disputato la Champions League. Invece agli ottavi di finale della coppa dalle grandi orecchie ci sono quattro squadre tedesche, quattro inglesi, tre spagnole. E una sola italiana. Le altre, purtroppo, sono retrocesse nel calderone dell'Europa League, ma la differenza si è sentita pochino. Fiorentina e Juventus hanno messo una secca ipoteca al passaggio del turno, chi vincendo per 1-3 in Svezia, chi trovando in Osvaldo una buona alternativa a Fernando Llorente per l'attacco, stendendo con un secco 2-0 un incubo turco che dura dall'11 dicembre, quando il Galatasaray aveva eliminato la Vecchia Signora sotto la neve. Va detto però che i bianconeri, fisicamente, hanno avuto più di qualche problema nell'ultima parte di gara, ed è un tratto distintivo per praticamente tutte le squadre impegnate nelle fatiche europee.

Il Milan nel primo tempo ha fatto la differenza, colpendo due pali, ma nella seconda frazione è andato sparendo a poco a poco, fino al gol negli ultimi minuti che, sicuramente, poteva essere evitato con un po' di malizia. La Lazio, a parte il rigore sbagliato dagli avversari, ha avuto più di qualche difficoltà, con una prestazione decisamente sottotono (e da riscattare al più presto), mentre il Napoli nell'ultimo quarto d'ora sembrava una onesta società di metà classifica che aveva di fronte una delle big europee. Peccato che, probabilmente, fosse tutto il contrario. Insomma, fisicamente c'è un abisso con le altre squadre che si incontrano in giro per l'Europa, e sarebbe da stabilire qual è la motivazione per cui, a un certo punto, il rendimento vada in picchiata. Magari è solo perché, per arrivare fino in fondo, serve partire piano e arrivare al massimo. Sperando ci sia tempo per capirlo.