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Josefa Idem sulla finale di Coppa Italia: "Servono politiche di sicurezza"

autore
Chiara Biondini
mercoledì 7 maggio 2014, 16:302014
autore Chiara Biondini
07.05.2014 16:302014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Josefa Idem, Senatrice del Partito Democratico ed ex Ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, è intervenuta ai microfoni di Qlub Radio FM 89.3 a Roma e nel Lazio.

Com'è il clima politico da sabato in risposta a quello che è accaduto nella finale di Coppa Italia?
"Io non ho parole, condivido quelle di Napolitano. E' vero, quello che è successo è lo specchio del nostro Paese. Troppo spesso, le situazioni turbolenti e che minano l'ordine pubblico, sono in mano a pochi 'deficienti'. Servono politiche di sicurezza, misure severe, non è concepibile che il contribuente debba pagare la sicurezza, quando sarebbero le società di calcio a doversi far carico di tali spese, basta guardare l'Inghilterra. C'è troppa differenza tra il nostro sistema e quello estero. Gli impianti dovrebbero essere gestiti dalle società, quindi servirebbe una nuova legge per gli stadi, come quella avviata e poi bloccata per timore di speculazioni edilizie".

Anni fa l'Italia avrebbe dovuto ospitare i campionati europei, poi abbandonata per mancanza di fondi. Ora si parla di Europei di calcio a Roma e in Italia del 2020. La città è pronta?
"Per ciò che riguarda il lato impiantistico, potremmo essere all'altezza. Per quanto riguarda invece la Capitale nello specifico, è chiara la difficoltà economica in cui attualmente si trova. Bisognerebbe prendere in considerazione una serie di fattori, tra cui la crisi economica, la viabilità che sono concatenati tra loro".

Episodio Alves. Come mai il gesto del giocatore del Barcellona ha avuto un eco mondiale mentre l'iniziativa della Federcalcio italiana riguardo al razzismo non ha sortito alcun effetto positivo?
"Questa vicenda non riesco a spiegarmela. In queso campo stiamo toccando il fondo dal punto di vista etico e morale. Rispecchia più devianze insite nella società. Bisogna seguire un codice etico e morale, non sempre questo purtroppo avviene".