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L'invasione dei croati, da Kovacic a Vrsaljko. In pochi si salvano

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Andrea Losapio
giovedì 16 gennaio 2014, 07:152014
autore Andrea Losapio
16.01.2014 07:152014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

C'è chi sta facendo benissimo, chi benino, chi non propriamente bene. E poi chi non trova spazio neanche per un minuto, nonostante le credenziali potessero essere di tutt'altro avviso. Dal primo luglio la Croazia è all'interno dell'UE, i lavoratori possono muoversi liberamente fra gli stati. E se di lavoro, in Italia, ce n'è poco, non è così per le possibilità calcistiche, con i talenti croati che in estate si sono mossi, in parecchi, verso le coste italiche. L'unico che sta veramente facendo la differenza, considerate le premesse, è Sime Vrsaljko, talentino del Genoa e capitano dell'under21. Cross, corsa, qualità. E un ruolo che difficilmente trova un padrone, come quello del terzino destro, che potrebbe portarlo a giocare una grandissima carriera. Non è un caso - e non sarebbe un abbaglio - se l'Inter l'ha messo sott'occhio per la prossima stagione, dopo averlo osservato in patria. Ecco, i nerazzurri, che a gennaio scorso hanno acquistato Kovacic per più di dieci milioni di euro. Il talentino croato non sta trovando grande spazio con Mazzarri, anche perché ha fallito le poche occasioni concessegli.

Con il Chievo non ha fatto la differenza e una prima punta, probabilmente, avrebbe fatto meglio. E, più che da fantasista, dovrebbe giocare da regista alla Andrea Pirlo. O alla Modric, per paragonarlo a un connazionale, scappato giovanissimo dalla Croazia per sedici milioni di sterline - al Tottenham - e ora diventato uno dei grandi interpreti della mediana. E gli altri? Male Culina allo Spezia, non benissimo nemmeno Zuparic al Pescara. Josip Elez non ha ancora esordito con la Lazio, cosa che ha fatto invece Pamic al Chievo Verona. Non trova grande spazio Bubnjic nell'Udinese, che è andata a pescare anche Kelava (non certo con risultati alla Handanovic) e Mlinar (zero presenze).
Più difficile trovare spazio per Radosevic, arrivato comunque la scorsa stagione a Napoli e che ieri sera è andato in campo contro l'Atalanta, mentre è comprensibile la panchina per Tin Jedvaj nella Roma di Garcia, di fronte a mostri sacri come Benatia e Castan.
Poi ci sono gli attaccanti: Marko Livaja e Ante Rebic, gemelli del gol nell'under21, poco utilizzati rispettivamente da Atalanta e Fiorentina. Il nerazzurro ha fallito nel 4-3-3 di inizio stagione di Colantuono, retrocedendo da titolare a panchinaro più o meno fisso (qualche presenza da subentrato e il ruolo di riserva di Denis) e per questo potrebbe cambiare aria, mentre Rebic, nonostante gli infortuni di Mario Gomez, non è ancora riuscito a trovare una posizione precisa all'interno della rosa viola, forse perché troppo acerbo. Non è tutt'oro quello che luccica, verrebbe da dire.