L'Italia che Verratti. Tutti gli uomini e i giovani di un nuovo corso necessario
Marco Conterio
Senza Andrea Pirlo, con carte d'identità che iniziano ad ingiallirsi, con una nuova o giovane leva che tarda a sbocciare. Altrove fioccano i Depay, i Griezmann, gli Origi, per citare alcuni tra i meno noti ai più. Qui trotta e meraviglia solo Verratti, talento in fuga, galoppa Darmian mentre per il resto è buio pesto. E' una generazione che doveva essere al suo culmine, come quella dorata del 2006, ma che invece ha steccato al suo traguardo. E che non ha cullato e covato altri talenti in erba.
L'Italia che verrà ripartirà forse tra i pali ancora da Buffon, che magari all'Europeo arriva. Però Sirigu gioca al PSG che è una meraviglia ed ha dimostrato di esser già da azzurro. E allora coraggio, a chi verrà, perché poi con Perin, Scuffet, Bardi e gli altri, almeno coi guantoni il domani pare garantito.
Contando una difesa a quattro, sui terzini titolari non vi dovrebbero esser dubbi. Darmian e De Sciglio sono l'Italia che verrà. Perplessità magari vengono in mezzo, dove Paletta oriundo è stato azzardo mancato. Bonucci, nei due, è meno a suo agio che nei tre; Chiellini sarà ancora azzurro, Barzagli è uno dei pochi che si salva in Brasile ma che avanza con l'età. Dietro vedremo che ne sarà di Ranocchia e della sua avventura nerazzurra, certo è che Varane, titolare col Real Madrid e con la Francia, è solo un miraggio per gli italiani Rugani, Bianchetti e Caldirola. Ben vengano forze fresche sugli esterni dove perde stelle Abate e ne guadagna Donati.
In mezzo, Pirlo non meritava certo un simile addio. Fortuna che Verratti è già pronto e maturo, deo gratias che un talento così nasce ogni era e che l'Italia lo culla già pronto. Tenerlo fuori con la Costa Rica è stato errore madornale, con lui mancano però garanzie e certezze. Marchisio è riserva di lusso bianconera ma titolarissimo d'azzurro vestito. De Rossi inizia a scorrere il calendario, Parolo deve ancora misurarsi ad alti livelli, Poli deve presto rientrare nel giro, Bertolacci e Bonaventura lo faranno senza dubbi. Montolivo farà parte del domani azzurro, ma che le italiane usino coraggio e puntino, pure tra le grandi, sui vari Cristante, Crisetig, Viviani. Altrimenti sarà ancora notte fonda.
Davanti i prospetti non mancano. Latitano semmai le reti azzurre, tra i vari Immobile e Destro. Rossi sarà capisaldo del progetto che verrà, l'incognita Balotelli ruota tutta intorno ai suoi comportamenti, alle sue bizze, ai suoi atteggiamenti. Ai suoi tweet. Cinguettano alle spalle in molti, sugli esterni Cerci c'è già, Bernardeschi ci sarà, Berardi anche, idem Insigne. Candreva pure, Florenzi è destinato ad essere azzurro del domani, ma è giusto e lecito immaginare ed auspicare che ora le italiane inizino a puntare su questi ragazzi, piuttosto che sull'ultimo italiano di turno. Come fanno in Inghilterra, dove Borini gioca. E segna. Magari si riaprirà un ciclo, magari l'Italia ripartirà. La duplice dimissione di Abete e Prandelli chiama una rifondazione profonda, ma così sia. Altrimenti sarà sempre la storia consueta. Tuoni e nessuna pioggia di speranze. Solo vani sussulti di una nuova era che non si spalanca. Ed i Verratti resteranno fuori ancora, con la Costa Rica di turno.




