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L'Italia, le frasi fatte sul nostro calcio e le dimissioni: top e flop del Mondiale

L'Italia, le frasi fatte sul nostro calcio e le dimissioni: top e flop del Mondiale
mercoledì 25 giugno 2014, 15:572014
di Andrea Losapio

Siamo fuori, e peggio di così era difficile immaginare. Forse solo la Costa d'Avorio, in termini puramente ipotetici, si può mangiare il fegato più di noi. Nel frattempo la Costa Rica conclude imbattuta il girone - e l'Inghilterra mai vincente - e la Colombia sembra un altro passo rispetto all'Uruguay.

I top

Le dimissioni - Per la prima volta qualcuno si prende le proprie responsabilità. Prandelli in primis, apprezzabile il gesto dopo un secondo posto all'Europeo che serviva da lasciapassare per il nostro viaggio. Chissà perché ma dopo la Conf Cup c'era da aspettarsi una debacle del genere. Poi Abete, i cui fantastici risultati parlano di un'eliminazione ai quarti con la Spagna, agli Europei, dove Donadoni fu impallinato, oltre alla doppia figuraccia ai gironi del 2010 e del 2014. Sempre troppo tardi.

Godin-Gimenez - Che gran coppia di difensori. Se l'Atletico Madrid non vende il capitano dell'Uruguay - sicuramente era meglio giocare contro Lugano - sono a posto anche per l'anno prossimo. Fantastici (e pure un po' fortunati).

Giorgios Samaras - Bisogna essere freddi per tirare un calcio di rigore nel recupero. E lui lo è stato, dopo due partite di gran catenaccio e con il pullman davanti alla porta.

I flop

Le frasi fatte sul nostro calcio - "Il livello è questo". "Lo specchio delle nostre squadre di club". E via marciare. Cose dette e stradette, soprattutto quando vieni eliminato così, ma che non tengono conto che l'Uruguay ha giocatori che nel nostro campionato non giocavano - Arevalo Rios, o Alvaro Pereira - oppure bistrattati, come Muslera o Gargano. Due grandi attaccanti, qualche incursore, poco altro. E il Costa Rica, che tradizione ha il Costa Rica? E poi c'è l'Inghilterra della Premier. Ragionare per luoghi comuni, sarebbe anche ora di finirla.

L'Italia - Orribile. Prestazione indecente, al netto dell'arbitro che può avere indirizzato la partita. Qualcuno dica ai nostri che per vincere bisogna tirare in porta, e per pareggiare bisogna almeno stare attenti sulle palle inattive.

Il morso di Suarez - Scandaloso. Perché non è la prima volta. Una squalifica a tempo di due anni - prospettata - renderebbe forse giustizia, ma potrebbe tornare a giocare un mondiale. Almeno 8 giornate di squalifica dalla World Cup sarebbero il minimo. Veramente vergognose, anzi, schifose le parole di Tabarez e Lugano. Avrebbero fatto meglio a star zitti, senza parlare dell'episodio, ma solo di una partita che li ha visti meritatamente passare al turno successivo.