Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomoempolifiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromatorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloternanaturris
Altri canali euro 2024serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta

La mancata rivoluzione di Guardiola. Ora tocca al Bayern?

La mancata rivoluzione di Guardiola. Ora tocca al Bayern?TUTTO mercato WEB
© foto di Imago/Image Sport
giovedì 20 marzo 2014, 07:152014
di Andrea Losapio

Sin dal suo arrivo sulla panchina del Barcellona, Pep Guardiola ha sempre giocato sul proprio ruolo di trascinatore, di protagonista - non certo unico ma predominante - assoluto nelle dinamiche di un club che ha sempre vissuto per le proprie stelle. E, all'indomani dell'arrivo in prima squadra, dopo aver allenato il Barça B, avevano fatto scalpore le epurazioni di Ronaldinho - poi finito al Milan - e Samuel Eto'o. Il camerunense rimase, per la fortuna di Pep, poiché pure in finale di Champions fu lui a sbloccare il risultato (prima del raddoppio del solito Messi).
Nell'estate successiva c'è stato il punto di rottura fra Pep e la dirigenza blaugrana, costetta a spendere moltissimi soldi per Chygrynskiy - 25 milioni, rimandato allo Shakhtar Donetsk dopo una stagione deludente alla metà del prezzo - e soprattutto per Ibrahimovic. 48 milioni più il cartellino proprio di Eto'o, che divenne campione d'Europa l'anno successivo con l'Inter, ai danni proprio del Barça strafavorito ed eliminato in semifinale. Guardiola avrebbe poi voluto cambiare, un'altra volta, la fisionomia del Barça, puntando su altri giocatori. Invece l'intenzione di investire su acquisti mirati portò al divorzio con i blaugrana.

E, a posteriori, Guardiola ebbe ragione: in due anni sono arrivati "solo" Alexandre Song, Jordi Alba e - ultimo ma solo in ordine cronologico - Neymar. Poco per attuare una rivoluzione, insomma.
Ed è quello che però, Guardiola, potrebbe pretendere al Bayern Monaco. Va detto che il ciclo dei bavaresi appare lontanissimo dal chiudersi - contrariamente alla Bundesliga, che già domenica potrebbe andare in archivio - ma pure quello del Barça 2011, dopo la vittoria della seconda Champions (sempre con il Manchester United come avversario) non sembrava così lontano. L'arrivo di Lewandowski potrebbe davvero non essere il solo.