La Nazionale e il nuovo Jonathan: l'oriundo che va di moda
Andrea Losapio
L'ultimo in ordine di tempo è stato Gabriel Paletta, esordiente in Nazionale nell'ultima partita di Cesare Prandelli e risultato poi uno dei migliori in campo. L'italoargentino sta giocando un'annata fantastica, probabilmente sarebbe una delle primissime opzioni - se Sabella seguisse di più il campionato italiano - pure per la Seleccion albiceleste. Invece Paletta, con ogni probabilità, giocherà i campionati del mondo con la casacca azzurra, di fatto andando a infoltire un buon reparto, che avrà un'opzione in più e molto simile a Barzagli (pure per rendimento). Si può discutere o meno del fatto che sia una cosa giusta o sbagliata, con un oriundo che di fatto toglie spazio ai giocatori nati italiani, ma la discendenza - pure per sangue - è certamente italiana. Un po' meno per Jonathan, che possiede sì il passaporto italiano, ma che certamente ha poco della nostra nazione.
Ci può essere un'obiezione: Jonathan è un ottimo giocatore e potrebbe dare quel qualcosa in più alla nostra nazionale. Obiettivamente sul lato destro della difesa abbiamo qualche problemuccio (per usare un eufemismo), ma ci sono giocatori altrettanto bravi - il primo che può venire in mente è Cassani, autore di un'annata straordinaria - che potrebbero giocare il Mondiale. D'altronde nel 2006 su una fascia c'era Zaccardo, poi sostituito dal dirottamento di Zambrotta, e poi Grosso, vero e proprio eroe dagli ottavi in poi. Jonathan non sarebbe un miglioramento alla nazionale - cosa che non si può dire per Paletta - e il fatto che qualcuno si prenda la briga di scomodare il caso Diego Costa (passato dal Brasile alla Spagna) appare leggermente fuori categoria.




