Lazio, Cragnotti: "Petkovic come Eriksson? Non scherziamo"
Chiara Biondini
"Petkovic come Eriksson? Non scherziamo... Lo stadio della Lazio? Il mio progetto era pronto", sono le parole di Sergio Cragnotti, presidente della Lazio del secondo scudetto, ai microfoni di Radio Manà Sport, durante la trasmissione 'La Lazio siamo noi': "Il mio compleanno coincide con quello della Lazio, un segno del destino che evidentemente si è concretizzato quando poco più di vent'anni fa divenni presidente della società biancoceleste. I progetti erano diversi, sportivi e manageriali, alcuni siamo riusciti a realizzarli, altri no avendo davanti ostacoli difficilmente superabili".
"Lo stadio della Lazio? Il modello era pronto, necessitava soltanto della scelta dell'area sulla quale costruirlo, non mi hanno permesso di metterlo in pratica. Ancora oggi c'è bisogno di una legge specifica, una situazione assurda... Il mondo del calcio è un'industria elevata al massimo livello globale, bisogna esser aperti mentalmente per accompagnarne lo sviluppo superando vecchie procedure oramai fuori tempo".
"Thohir? Favorevole all'ingresso di proprietà straniere che hanno voglia di investire nel nostro paese, ma vedrete che avrà vita difficile, si misurerà con una realtà diversa dai palcoscenici internazionali. I Mondiali in inverno in Qatar nel 2022? Nessun problema, ripeto il calcio si deve adeguare ed aprire ai cambiamenti. I vantaggi economici e di immagine saranno importanti, il clima impone questa soluzione, non rilevo nessun problema inerente all'organizzazione del calendario di ogni campionato e competizione europea di quella stagione".
"Il momento della squadra? Difficile, ma con l'arrivo di Reja spero che i risultati migliorino. Petkovic come Eriksson? Non scherziamo. L'allenatore svedese aveva raggiunto il tetto del mondo con quella Lazio, soprattutto dopo la vittoria della Supercoppa Europea contro il Manchester United, il momento più bello, tuttavia evidentemente il meglio era già passato ed insieme, sottolineo consensualmente, abbiamo deciso di interrompere il nostro rapporto, cosicchè Sven si concentrò sull'Inghilterra dopo aver raggiunto in precedenza l'accordo con la federazione anglosassone. Arrivò Zoff che ancora ringrazio per la competenza e la professionalità. Fra Lotito e Petkovic non credo sia andata così..."
"Il rammarico più grande? Non aver intuito il vento che soffiava intorno al pianeta Lazio. Il momento più buio è stato quando ci hanno costretto a lasciare, ma per chi ha memoria corta, invito a leggere il bilancio della Lazio al 31 Dicembre del 2002... Il futuro? Per non restare nella mediocrità, anzi per oltrepassarla, si possono accettare anche nuove partnership, il club ne potrebbe solo giovare per ridare sogni ai propri tifosi. A tale proposito: buon compleanno alla Lazio e a tutti i laziali".




