Lazio, difesa da riassettare. Verona, oltre il danno la beffa
Gaetano Mocciaro
Le ultime due partite casalinghe della Lazio sono il classico esempio di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Quel che si è visto contro il Verona ricorda molto sia per il risultato finale, sia come sia stato raggiunto, la partita contro il Torino. Anche contro i granata i biancocelesti si sono fatti agguantare due volte per poi subire il 2-3 nei minuti finale, a suggellare un vero e proprio harakiri e di conseguenza l'addio all'Europa League. Poi, nei minuti di recupero, la Dea bendata riporta in corsa la squadra di Reja: se contro il Toro Darmian lascia in gioco Candreva a partita praticamente finita, stavolta la salvezza si materializza in un rigore generoso nei confronti di Klose.
Sabato un'altra partita dal sapore di spareggio: c'è l'Inter distante quattro punti uscita male da un derby sottotono. Servirà riassettare una difesa che ha ballato praticamente dal primo all'ultimo minuto contro Iturbe, Toni e Marquinho.
Capitolo Verona: difficile rimproverare qualcosa a una squadra che ha messo alle corde un avversario grazie alle accelerazioni di Iturbe, la grinta di Hallfredsson, gli spunti di Marquinho. L'episodio di Albertazzi è stato semplicemente sfortunato, così come il giallo rimediato da Iturbe, preso spesso con le cattive dai biancocelesti: diffidato, salterà la prossima partita contro l'Udinese. Oltre il danno, la beffa.




