Lazio, Lotito: "Contestazione creata ad arte. Ma io non cedo"
Tommaso Maschio
Il presidente della Lazio Claudio Lotito ai microfoni di Sky Sport parla a lungo della contestazione nei suoi confronti spiegando che lui non arretrerà di un passo e andrà avanti per la sua strada: "Io non sono né amareggiato né altro: prendo atto di alcuni avvenimenti che nulla hanno a che fare con il calcio, ma che ha dietro una regia che vuole che io ceda la Lazio. Già quando entrai nel 2004 ci fu un tentativo da parte di una cordata capitanata da Chinaglia che poi portò a diversi arresti. Io sto facendo il mio lavoro con spirito di servizio, quando sono arrivato aveva 55 milioni di debiti e non fatturava nulla. Io ho messo 25 milioni di euro subito per rilevare le quote e prendere quel cumulo di debiti. Ora la società è inscalabile e per questo vogliono che io ceda. Io pago ancora 6 milioni di rate al fisco, ma ho dotato questa società di servizi che poche altre vantano - radio, tv e riviste fra le migliori del settore - ho ricomprato il patrimonio della Lazio compreso il palazzo storico in centro, ho rifatto Formello e accresciuto il valore del settore giovanile, i bilanci sono sani e fra i migliori in Europa e portato questa squadra a vincere due Coppa Italia e una Supercoppa. Il prossimo anno in prima squadra avremo ben 4 giocatori prodotti dal vivaio.
Poi ovvio si può migliorare e si deve, ma senza far saltare il banco. Certa gente vuole costringermi a vendere, ma la società non è in vendita e andrà a mio figlio quando smetterò. Sono sereno e senza preoccupazioni. Le critiche costruttive le accetto, ma quando si mettono in giro ad arte delle falsità io non le accetto. Oggi ho ringraziato la squadra perché in un clima del genere non era facile giocare e sopratutto recuperare il doppio pareggio. Ringrazio inoltre le istituzioni che mi sono state accanto in questa situazione. Tutti capiscono che questo non hanno nulla a che fare col calcio e con lo sport".




