Lazio, Reja: "Servono calciatori già pronti. Futuro? Nel weekend vedrò Lotito"
Marco Frattino
Intercettato ad Amalfi dalla redazione di Lalaziosiamonoi.it, il tecnico Edy Reja ha nuovamente parlato della sua situazione sulla panchina della Lazio. Queste le parole dell'allenatore, presente in Campania in occasione dell'evento Football Leader 2014: "Venerdì prossimo il summit con il club biancoceleste? Ho parlato un'oretta con Lotito prima di partire, ci siamo detti che ci ritroveremo quando avremo un po' più di tempo. Non so se sarà venerdì, sabato o domenica, col presidente sapete come funziona, dà gli appuntamenti a mezzogiorno e arriva alle 10 di sera (ride, ndr). E' particolarmente impegnato, troveremo una mezza giornata per stare un po' insieme e tireremo fuori tutto. Tra me e lui non ci sono problemi, vuotiamo tutto quello che abbiamo dentro e dopo questa chiacchierata decideremo insieme per il bene della Lazio".
Reja si è soffermato sul mercato: "Con la partenza di Biava e Dias bisogna effettuare degli interventi nel reparto difensivo, non so poi quali siano altre zone del campo dove poter intervenire, dipende molto dalle operazioni in uscita. Prima di prendere i giocatori bisogna anche trovare le soluzioni per quelli che vanno fuori, è inutile prendere nuovi elementi e mantenere rose ampie, la Lazio non è impegnata in Europa League e di conseguenza può lavorare con meno organico rispetto agli anni precedenti. Sicuramente i nuovi arrivi devono essere giocatori da Lazio, penso che il presidente questo lo sappia e sia intenzionato ad acquistare elementi di valore. Alcune valutazioni poi si possono sbagliare, ma la volontà è quella di fare bene ed allestire una squadra competitiva. Non dico da primi posti perché la Juventus, il Napoli e la Roma sono superiori per organici, però subito dietro potrebbe arrivare la Lazio. I giovani ci sono già, è inutile andare in cerca di altri, abbiamo 5-6 giocatori della Primavera da tenere altamente in considerazione. Keita è un giovane già inserito, Minala ha fatto intravedere delle cose interessanti, abbiamo Filippini, ci sono altri elementi che sono sotto osservazione e hanno dimostrato delle buone qualità. Qualcuno è già maturo, altri meno, mi dispiace fare dei nomi e trascurarne degli altri, ci sono elementi che possono essere già inseriti. La squadra ha bisogno prima di tutto di trovare un assetto importante: il portiere, due centrali difensivi, un centrocampista importante, una punta. Poi attorno si possono trovare soluzioni con dei giovani. Bisogna comunque trovare giocatori di un certo spessore. Un conto è far parte di una squadra provinciale dove magari c'è meno apprensione e la possibilità di attesa, a Roma invece ti giudicano subito e devi avere giocatori di grande personalità e che abbiano già un po' di esperienza. Qui la critica ti taglia subito, un nuovo arrivato con aspettative importanti sbaglia un paio di partite e può trovarsi in difficoltà, anche avendo delle qualità può essere condizionato nel rendimento. Perché servono giocatori di qualità ma anche di personalità".
L'allenatore si è soffermato sul suo futuro: "Ci sono dei contatti come sempre. Le notizie partono e si diffondono in maniera veloce. Alcuni contatti con le società li ho come ogni volta che finisce il campionato, ma attualmente sono impegnato con la Lazio. Ho un vincolo contrattuale, e dunque non accetto altre situazioni. Poi nel futuro si vedrà. Da escludere un ruolo dietro la scrivania? Non lo so ancora, non posso ipotecare il futuro. La mia esperienza in panchina può essere ancora utile e io mi sento ancora in condizione. Mi sembra di essere apprezzato, soprattutto per quanto riguarda i giocatori della Lazio e quelli che ho avuto prima. Basta vedere negli ultimi dieci anni. E' un aspetto fondamentale, perché ti regala la forza di andare avanti e credere in quello che fai".




