Lazio, tre punti per restare in corsa. Al Sant'Elia Cagliari irriconoscibile
Raimondo De Magistris
La Lazio che ieri ha ottenuto il successo al Sant'Elia ha confermato che in questo periodo è meno problematico ottenere i tre punti in trasferta piuttosto che in casa. Dopo il surreale ko all'Olimpico contro l'Atalanta, i ragazzi di Reja erano chiamati all'immediato riscatto per non perdere il treno Europa League che ad oggi dista cinque punti. Davanti, infatti, Fiorentina, Inter e Parma non hanno frenato e vincere era praticamente obbligatorio se non si voleva alzare bandiera bianca per l'Europa come fatto dal Milan.
Il successo, c'è da dire, è stato ampiamente meritato. La Lazio, sbloccata la partita con Lulic, ha gestito il vantaggio e sfiorato a più riprese il raddoppio arrivato solo nel secondo tempo con Keita, calciatore premiato come migliore in campo al termine della gara. Lanciato dal primo minuto anche grazie all'assenza di Candreva, lo spagnolo classe '95 ha confermato ancora una volta le sue immense qualità palla al piede con accelerazioni che hanno mandato in tilt Pisano e Del Fabro. Bene anche Miroslav Klose che per l'occasione ha cambiato il suo ruolo trasformandosi da goleador a regista avanzato.
Il tedesco ha arretrato di qualche metro il suo raggio d'azione e dispensato assist per i due esterni che li hanno sfruttati a dovere.
Dall'altro lato c'era un Cagliari praticamente irriconoscibile che ha fatto poco o nulla per raddrizzare la partita. Nella ripresa i ragazzi di Lopez hanno avuto la grande occasione con Pinilla dagli undici metri per riequilibrare la partita, ma - a onor del vero - c'è da dire che il pareggio sarebbe stato a dir poco immeritato per quanto visto sul terreno di gioco. Solo Ibarbo con le sue accelerazioni è riuscito in sporadiche circostanze a mettere in difficoltà biancoceleste che, seppur in emergenza, ha avuto vita facile. Male il centrocampo statico e poco propenso alla fase difensiva, peggio i terzini che hanno sofferto il 4-3-3 schierato da Reja anche a causa dei continui uno contro uno a cui dovevano far fronte.




