Llorente, il Parma e il mancino di Destro: top e flop del campionato
Andrea Losapio
La Juventus risponde, nel posticipo del lunedì, alla Roma, mantenendo il più otto (virtuale più nove, visto il 3-0 dell'andata) e dovrà perdere tre partite su sei per salutare lo scudetto, ammesso e non concesso che i giallorossi le vincano tutte. Il Napoli perde punti, dietro la Fiorentina rafforza il quarto posto grazie a Cuadrado e Rodriguez. Dietro importante punto del Bologna, contro l'Inter, e affermazione del Sassuolo.
I top
Fernando Llorente - Doppietta per ritornare uomo copertina, dopo un periodo in cui Tevez era l'assoluto protagonista. Un aiuto anche dato dalla mezza papera di Bardi nella seconda occasione, ma lo spagnolo sale a tredici gol in campionato. Non male per uno messo in discussione dopo un minuto e mezzo di Serie A.
Il nerazzurro di Sansone - Una merge fra il Sansone tricoticamente dotatissimo - nonché fisicamente - e un toro che affonda un'Atalanta reduce da sei vittorie consecutive. Prima sfrutta uno svarione tra Benalouane e Lucchini, poi con una punizione velenosa (e non toccata da nessuno) firma la doppietta che, in attesa di Berardi, fa sognare la salvezza al Sassuolo.
Il Parma - Poche amnesie difensive, al contrario della settimana romana fra Lazio e Roma, tanta concretezza. L'uno a zero serve per puntellare la classifica e un sogno Europa League che sembrava più lontano viste le gare difficili che attendevano i ducali. Fra due partite c'è Parma-Inter, probabilmente una partita che vale la stagione.
I flop
Il mancino di Destro - Grandissima tripletta, da attaccante fa davvero la differenza. Peccato che rischi di rovinare il suo pomeriggio con una manata davvero poco edificante. Difficile metterlo in croce, perché probabilmente avrebbe dovuto prendere il rosso (e due giornate di squalifica), un raptus può capitare ma era meglio evitarlo.
Il Catania - Va in vantaggio, un po' per caso, poi subisce il ritorno del Torino. Finendo, di fatto, il proprio campionato. Difficilmente arriverà alla salvezza, e dopo 20 punti in 32 partite è anche normale.
L'uscita di Spinelli - Contro la Juventus andiamo a giocare con le riserve. E con il pallottoliere. Boh, ha senso tutto questo? Giusto e sacrosanto il turnover perché Paulinho, diffidato, è più importante in uno spareggio salvezza (o quasi) come quello contro il Chievo. Sportivamente discutibile ma capibile. È la rassegnazione e quel senso di sfiducia (soprattutto quando lasci il Livorno al 30 giugno) che proprio non aiuta.




