Milan, Tomasello: "La rinascita del Milan passa dal prossimo mercato"
Redazione TMW.
Due indizi non fanno ancora una prova, ma ci siamo quasi. Dopo la sfortunata ma incoraggiante prestazione in Champions League contro l'Atletico Madrid, per il Milan è arrivata la vittoria a Genova con la Samp, anche stavolta condita da confortanti segnali di progresso da parte della squadra, ed ora è lecito ricominciare a sognare.
I rossoneri, guidati con crescente autorevolezza da Clarence Seedorf, sono sempre più un gruppo compatto, con il passare dei giorni e delle settimane di lavoro i dettami tattici del mister vengono assimilati dai ragazzi ed i risultati si vedono sul campo, tradotti in fiducia, entusiasmo, partecipazione e voglia di fare bene.
Nelle scorse settimane avevo espresso qualche perplessità su alcune scelte del nuovo tecnico rossonero, peraltro senza mai inquinare la convinzione che quella "olandese" fosse la strada giusta da seguire, ed oggi sono ben felice di constatare i progressi del nuovo Milan di Clarence, cresciuto sia dal punto di vista tattico e collettivo che dal punto di vista individuale.
Tenendo fede ai propri ideali, Seedorf non ha scombussolato il modulo, né tantomeno rinnegato le sue idee. Ha semplicemente apportato quei correttivi indispensabili per consentire ai suoi giocatori di rendere al meglio, sistemando la squadra in fase di non possesso palla e mettendo a punto gli equilibri giusti nella gestione del pressing alto.
Prendiamo i due artefici della vittoria di domenica a Marassi, i due franco-marocchini Adel (Taarabt) & Adil (Rami): entrati in squadra da pochissime settimane, sono ormai diventati imprescindibili per questo Milan, grazie ad impegno costante, energia, creatività, e - aspetto tutt'altro che trascurabile - gol. Già due reti a testa per i nuovi acquisti, arrivati con il mercato di gennaio, e questo exploit, sperato quanto inatteso, adesso impone un primo passaggio obbligato, riscattarli entrambi a giugno. Costo dell'intera operazione, 14 milioni di euro.
Non certo bruscolini per una società in clima di spending review e, molto probabilmente, senza Champions League la prossima stagione.
L'Amministratore Delegato Galliani avrà il suo bel da fare per convincere la proprietà ad allargare i cordoni della borsa, stretti, strettissimi da troppo tempo. L'alternativa sarà cercare di monetizzare il più possibile dalle cessioni di alcuni calciatori in esubero.
I nomi sono sempre quelli, innanzitutto Alessandro Matri che a Firenze per fortuna sta continuando a segnare e potrebbe invogliare la famiglia Della Valle a riscattarlo (stavolta però con congruo esborso di danaro, altrimenti meglio cedere altrove); a seguire Ignazio Abate, ormai ufficialmente una riserva di Mattia De Sciglio; poi magari qualche giovanotto rossonero in comproprietà, tipo Niang o Saponara; e per concludere Constant, gli "incedibili" (non per scelta, ma perché nessuno li vuole) Mexes e Robinho e chissà, anche De Jong e Honda se arrivassero le offerte giuste.
Perché una cosa è certa, per crescere e fare il decisivo salto di qualità il Milan ha bisogno di nuova linfa, di energie fresche, di innesti importanti in ogni zona del campo, ad iniziare dalla porta dove ieri Abbiati ha dato forfait per l'ennesima volta (per fortuna stavolta senza pagar dazio grazie all'ottima prestazione di Amelia) e ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno che urge portare a Milanello un portiere affidabile, tecnicamente e fisicamente, un estremo difensore su cui investire per il futuro. Il prospetto ideale sembra quello di Mattia Perin, già oggetto di discussioni e trattative tra Galliani e Preziosi, a meno che non si crei qualche situazione ancor più vantaggiosa, tipo una vendita "in saldo" di Marchetti della Lazio, ad oggi prospettiva piuttosto remota.
Per quanto riguarda il resto della rosa, in difesa arriveranno almeno un centrale, giovane ma capace di dare garanzie, ed un terzino sinistro già pronto (Doria e Santon?); a centrocampo è aperta la caccia al partner ideale di Riccardo Montolivo (occhi puntati della dirigenza rossonera sulla Eredivisie e sui giovani talenti già visionati e graditi a Clarence Seedorf); mentre in attacco si attende con ansia il ritorno in campo di Stephan El Shaarawy per capire definitivamente se il Faraone sia ancora in grado di fare il fenomeno, come per buona parte della scorsa stagione, oppure sarà necessario ricorrere a qualche alternativa sul mercato, con le stesse caratteristiche tecnico-tattiche del n. 92.
Ora però sotto con la Juventus. Battere i bianconeri di Conte domenica prossima vorrebbe dire regalare nuovo interesse al campionato, ma soprattutto rappresenterebbe per il Milan di Seedorf una eccezionale iniezione di autostima, indispensabile per presentarsi martedì 11 marzo al Vicente Calderon di Madrid con la carica e la convinzione giusta per realizzare l'impresa dell'anno.
Crediamoci ragazzi, l'Atletico Madrid visto a Milano (e domenica ancora sconfitto in Liga) non sembra poi così irraggiungibile.




