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Paglia: "Partenza di Hernanes? Segnale del ridimensionamento della Lazio"

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Chiara Biondini
venerdì 31 gennaio 2014, 11:502014
autore Chiara Biondini
31.01.2014 11:502014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

"Per la Lazio è il giorno del ridimensionamento. Lotito? Deve cedere la società, gli acquirenti ci sono", sono le parole di Guido Paglia, ex responsabile delle relazioni esterne della società biancoceleste, ai microfoni di Radio Mana' Sport.
"La partenza di Hernanes? E' il segnale definitivo del ridimensionamento della Lazio. Hernanes è un grande professionista e ragiona come ogni calciatore in questo mondo, con una mentalità un pò mercenaria che porta ad andare laddove ti offrono di più a livello tecnico ed economico. In questo caso si parla di un milione di euro netto a stagione in più che l'Inter garantisce al brasiliano, capisco la sua scelta perchè è una cifra importante. Vedendo le immagini delle lacrime di Hernanes all'uscita da Formello fra i tifosi laziali comprendo anche l'amarezza e la rabbia di un popolo che si sente offeso dalla gestione di questa dirigenza, ma la cosa più importante in questo momento è mantenere la calma. Io credo che lo stadio vuoto sia il segnale più evidente e allo stesso tempo più civile che il pubblico biancoceleste possa offrire agli occhi di un presidente che anzichè fare il pagliaccio dovrebbe decidere di farsi da parte e cedere le sue quote della Lazio".

"Le offerte di potenziali acquirenti? Ci sono e Lotito lo sa e le conosce perfettamente. Ogni qualvolta si è presentato qualcuno, Lotito stesso si è sempre nascosto dietro a un angolo per capire chi fosse l'autore di quella proposta, facendo credere di aprire una trattativa che invece in realtà non si è mai intavolata. La Lazio è ostaggio di una gestione deficitaria, i tifosi prigionieri di una fede da dieci anni calpestata. Il futuro? Difficile da prevedere, ma la Lazio oramai non è più un traguardo ma una vetrina per qualsiasi giocatore di livello, non molto tempo fa eravamo noi a sancire il destino dei migliori calciatori del mondo, da primi della classe quali eravamo dopo aver battuto il Manchester United nella Supercoppa Europea a Montecarlo...".