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Parma, mai così azzurri da sedici anni

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Tommaso Maschio
mercoledì 14 maggio 2014, 08:302014
autore Tommaso Maschio
14.05.2014 08:302014
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Era dal 1998 che il Parma non faceva un pieno del genere di convocati per la Nazionale italiana in vista di una Coppa del Mondo. Anche allora furono 4 i giocatori ducali - Buffon, Cannavaro, Dino Baggio e Chiesa - a prendere parte alla spedizione in terra francese che si concluse con la sconfitta ai rigori nei quarti di finale contro la Francia padrone di casa e poi vincitrice del trofeo. Nella lista dei 30 pre-convocati, anzi 31, l'attuale ct Cesare Prandelli ha deciso di puntare su un calciatore per ruolo che ha vestito nell'ultima stagione la maglia crociata del Parma. Se per il portiere Antonio Mirante, aggregato come quarto portiere, le speranze di essere in Brasile sono legate più a un'eventuale forfait di uno dei colleghi di reparto che ai propri meriti, per gli altri tre le speranze di entrare nei 23 finali sono piuttosto alte. Gabriel Paletta, Marco Parolo e infine Antonio Cassano sono stati fra i migliori nei rispettivi ruoli durante la stagione.

Il primo, nonostante sia un novizio della maglia azzurra, ha fronteggiato bene il battesimo col fuoco contro Diego Costa e la Spagna in amichevole e rappresenta un'alternativa importante ai centrali titolari che dovrebbero essere due fra Bonucci, Barzagli e Chiellini. Il secondo ha caratteristiche d'inserimento che lo rendono una pedina preziosa anche a gara in corso e un tiro dalla distanza che può essere un'arma in più per sbloccare partita contro avversari chiusi. Cassano, infine, può portare imprevedibilità all'attacco e quelle giocate di classe che troppo spesso sono mancate in passato. Per il Parma i quattro convocati rappresentano un premio per il grande lavoro fatto da presidente Ghirardi e dal direttore generale Leonardi in questi anni in cui hanno preso una società sull'orlo del fallimento e l'hanno rilanciata fino a portarla a un passo dall'Europa, obiettivo ancora raggiungibile nell'ultima giornata di campionato, ponendo i presupposti per un futuro ancora a ridosso delle grandi nonostante un budget infinitamente minore.