Prandelli: "Toni e Immobile le sorprese. Italia con coraggio contro le big"
Marco Frattino
Presente come ospite sulle frequenze di Radio Uno durante la trasmissione Radio Anch'Io Lo Sport, il ct della nazionale Cesare Prandelli ha affrontato diversi temi legati al calcio italiano. Si parte con lo scudetto conquistato nuovamente dalla Juventus: "La Vecchia Signora è riuscita a vincere un campionato strameritato nonostante le tante pressioni, l'ottimo rendimento è dovuto anche alla grande stagione della Roma. Il nostro calcio, sotto l'aspetto tecnico, non è messo tanto male come si vuole far credere. Juve e Roma giocano un calcio interessante, anche Napoli e Fiorentina hanno dimostrato di avere un impianto di gioco collaudato. Il nostro calcio si sta ritrovando, le prime quattro in classifica giocano in modo propositivo".
Calcio ostaggio dei violenti? "Non bisogna far finta di nulla, la strada da seguire è quella del dialogo. Sono certo che gli stadi devono essere un luogo di aggregazione e non di pseudo-minacce, solo il gioco deve essere protagonista. Il calcio ha una cassa di risonanza straordinaria, ma il problema è legato all'intero Paese. Bisogna migliorare e crescere".
Stato impotente contro i facinorosi e l'esempio inglese da seguire? "Quando c'è stata la trasferta della Lazio in Europa League, abbiamo riscontrato i problemi avuti dai tifosi biancocelesti in Polonia. In quel momento ho pensato che prima o poi qualcuno ci fermerà, bisogna toccare prima il fondo per poi risalire. Purtroppo siamo fatti così, bisogna fare una grande riflessione e coinvolgere la nazione intera. Altrimenti la Uefa o la Fifa prima o poi davvero adotteranno qualche provvedimento. Purtroppo non siamo capaci di autoregolamentarci, a Roma in Coppa Italia mi sarei aspettato un annuncio da parte dello speaker per spiegare cosa fosse accaduto e cosa si stesse decidendo".
Colloquio tra Hamsik e la curva nella finale di Coppa Italia? "Lo diciamo da anni, accadde anche col Genoa. Bisogna avere un rapporto civile, i protagonisti allo stadio non devono essere gli spettatori ma i calciatori presenti in campo".
Fischi all'inno nazionale? "Ho provato delusione e amarezza, ma sono arrivati dopo quelle quattro o cinque ore di tensione. Quando si fischia un inno non c'è nulla di civile".
Come stanno gli azzurri in vista del Mondiale? "Sono felice che la Lega ci abbia concesso il recente stage, siamo in anticipo rispetto alla tabella di marcia. L'anno scorso abbiamo trovato difficoltà in Confederations Cup, adesso abbiamo dei dati importanti e la possibilità di lavorare subito. A breve inizieremo a lavorare in modo personalizzato, per noi è un vantaggio".
I convocati per il Mondiale in attacco? "Ci sono tanti elementi importanti, tanti calciatori ci stanno mettendo in difficoltà ed è un bene. Negli ultimi mesi abbiamo stimolato i giovani, che ora si stanno mettendo in luce come ad esempio Immobile".
Cosa fare con Balotelli? "Ha fatto 14 gol in nazionale e in azzurro non ha mai avuto un comportamento non in linea col gruppo. Devo giudicarlo quando verrà convocato, mi auguro che non accada nulla in queste ultime settimane di campionato perché chi vuole venire al Mondiale sa che esistono delle regole. Da lui mi aspetto buone prestazioni, come quella di ieri sera. È anche merito di Seedorf, Balotelli ha giocato un ottimo derby".
La prestazione di Insigne nella finale di Coppa Italia? "Ci sono calciatori che fino all'ultimo dovranno dimostrare di essere meritevoli e di essere consapevoli delle difficoltà. Insigne è tra i trenta papabili, ci sarà una sana competizione e dovremmo convocare in teoria cinque elementi offensivi. È difficile mettere insieme le idee di tante persone, in Italia siamo tutti ct (ride,ndr)".
Sorpresa del campionato? "Assolutamente Toni, si è rimesso in gioco lavorando benissimo. Ha ritrovato l'allegria e la spensieratezza che non aveva da anni. Ha disputato un campionato strepitoso, è stato determinante oltre che un riferimento per i giovani".
Un giovane che ha sorpreso? "Per il rendimento, Immobile ha dimostrato grande continuità. Ha conquistato l'ambiente, poi Ventura è un allenatore che non regala nulla".
Toni fuori dalla lista per i Mondiali? "Non vorrei parlare di lui o di Totti nello specifico, meritano grande rispetto. In caso di difficoltà so chi telefonare, ma c'è una programmazione e bisogna proseguire su questa strada. Altrimenti il nostro lavoro avrebbe poco senso e non si andrebbe avanti".
Preoccupato per il clima brasiliano e per l'esordio contro l'Inghilterra? "Ci sarà pressione e tensione, l'impatto sarà duro. Dovremo essere preparati sotto l'aspetto mentale, anche l'Inghilterra avrà gli stessi problemi. Sono affascinato di giocare in Amazzonia, sarà la prima volta per la nazionale e forse l'ultima. Credo che in Brasile arriveremo preparati sotto l'aspetto fisico".
Dove colloco l'Italia nel ranking mondiale? "Ci sono 5-6 squadre più forti e attrezzate, noi siamo dopo il 6°-7° posto ma il nostro piazzamento dipenderà da tanti fattori. Vorrei affrontare eventualmente Brasile, Argentina, Spagna o le altre grandi nazionali con coraggio. Voglio vedere una squadra con una determinata fisionomia di gioco".




