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Sampdoria, Garrone: "Il club sarà sempre in buone mani"

Sampdoria, Garrone: "Il club sarà sempre in buone mani"TUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 26 febbraio 2014, 10:382014
di Marco Conterio

Dal palco del Centro Civico Buranello, per la premiazione di Nenad Krsticic da parte dello Sport Club Sampdoria, il presidente blucerchiato Edoardo Garrone ha dichiarato: "Quando si incontrano i tifosi di un club importante e storico, so che sei io fossi al vostro posto mi aspetterei di fare promesse di una grande Sampdoria per il futuro e magari qualcos'altro. Io lo so. A volte mi dicono che sono, come dire, conservativo e cerco di non far sognare parlando del futuro. Io son fatto così perchè mi freno, perchè io sono molto tifoso e mi devo mordere la lingua per non dire quello che penso perchè poi si viene rinfacciati di essere persone che prendono in giro la gente. Purtroppo nel calcio - ha raccolto Sampdorianews.net - di oggi ci sono troppi 'quaquaraqua' e non fa parte del mio modo di essere, non fa parte del modo di essere della mia famiglia, non era così mio padre e io non lo sarò mai 'quaquaraqua' come tanti. Questo è il motivo per cui non parlo mai del futuro se non in termini di impegno e dell'obiettivo di cercare di fare del nostro meglio ed è questo, credo, uno dei motivi che idealmente lega il nostro motivo di essere con la storia di Krsticic e il motivo per cui, credo, avete deciso di premiarlo.

L'ha detto Osti, è un campione, ma soprattutto è un campione come uomo. E' molto legato alla Sampdoria, per la storia che ha avuto con noi e, l'ha detto più di una volta, per come si trova in questa società e con questi colori. Mi fa molto piacere che abbiate deciso assegnare a lui questo premio. Per il futuro, sapete il calcio è fatto di tante componenti: la capacità di fare le scelte giuste; servono competenze, le migliori possibili; gli investimenti sono necessari, ma non sono tutto, ci vuole una grande organizzazione e poi ci sono i fattori non prevedibili, come le fortune e le sfortune, a volte, perchè se il calcio fosse matematica sarebbe sicuramente meno bello di quanto lo è in realtà. Poi ci sono gli intoppi e i trabocchetti, lo sappiamo che a volte i risultati dipendono anche dagli altri, non solo da noi stessi. Però noi siamo abituati a guardare noi stessi, a non guardare gli altri, cercare di fare del nostro meglio e questo è il modo per cui ho incarnato lo spirito che aveva mio padre, cerco di portare avanti al meglio il mio compito di presidente di questa stupenda società, di questi stupendi colori".