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Secondo posto lontano, partiti i bilanci: i numeri danno ragione a Benitez

Secondo posto lontano, partiti i bilanci: i numeri danno ragione a BenitezTUTTO mercato WEB
© foto di Ciro Sarpa
venerdì 28 marzo 2014, 07:352014
di Antonio Gaito

Con il terzo posto ormai blindato ed il secondo che sembra molto lontano, fioccano i giudizi su quella che è stata la stagione del Napoli. Senza dubbio condizionati dalle aspettative della vigilia, create chiaramente dai diretti interessati che sin dal ritiro assicuravano almeno di poter rientrare nella lotta scudetto. Dichiarazioni affrettate, considerando la rosa rivoluzionata, il cambio di modulo, di mentalità, i cinque cambi nell'undici titolare, diventati addirittura sette a gennaio per colmare i buchi lasciati dai tanti infortunati. Se analizziamo i numeri, però, le convinzioni estive di Benitez e dei giocatori più rappresentativi non erano così spregiudicate.

PERCORSO - L'inizio in realtà è stato super, il migliore numeri alla mano della storia del club. Il calo, però, è iniziato sostanzialmente quando dopo le prime dieci giornate Benitez ha perso Mesto e Zuniga, fino a quel momento titolari perchè meglio si sposavano con le caratteristiche ideali dei terzini del 4-2-3-1. Con lo svincolato Reveillere e Maggio i risultati sono stati altalenanti e poi si sono aggiunti i forfait di Behrami e Hamsik, e quest'ultimo solo in questi giorni sta tornando ai suoi livelli. Le tante partite da gennaio in poi non hanno di certo aiutato, mentre gli arrivi di Ghoulam, Jorginho ed Henrique hanno dato una grossa mano nel tamponare l'emergenza e totalizzare i 61 punti attuali che avrebbero portato a lottare per il titolo nelle precedenti stagioni.

MEGLIO DI MAZZARRI - A dar ragione a Benitez sono i numeri. Il Napoli ha due punti in più della scorsa stagione (praticamente il miglior punteggio di sempre), ma Mazzarri puntò tutto sul campionato incassando sei reti tra andata e ritorno col Plzen, uscendo dalla Coppa Italia agli ottavi col Bologna che per l'occasione schierò sostanzialmente la sua Primavera. Il vero paragone è in realtà quello con due stagioni fa in cui gli azzurri disputarono la Champions: il campionato fu deludente, un quinto posto con 61 punti, paradossalmente gli stessi di questo Napoli che però ha altre otto gare da giocare. Probabilmente non servirà per eguagliare il piazzamento dello scorso anno, ma sicuramente per continuare il processo di crescita che in estate potrà essere favorito da quei tre tasselli di spessore per completare l'undici titolare e puntare realmente in alto.