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Stendardo: "Fortunato a giocare nell'Atalanta, c'è coesione"

Stendardo: "Fortunato a giocare nell'Atalanta, c'è coesione"
lunedì 23 giugno 2014, 00:232014
di Marco Frattino

Intervenuto telefonicamente a Calciomercato live, trasmissione in onda su Sportitalia, il difensore dell'Atalanta Guglielmo Stendardo (33) ha affrontato diversi temi legati alla Dea: "Mi reputo fortunato perché faccio parte di una società come l'Atalanta, conosciuta da tutti perché ha sempre puntato molto sul settore giovanile, è una delle società più importanti d'Europa sotto questo punto di vista; ho la fortuna di essere in un ambiente dove vi è la coesione tra società, calciatori e tifoseria, e questo credo sia importante per raggiungere ogni traguardo, lo dimostrano i risultati ottenuti nei tre anni precedenti. Poi abbiamo un organico che è un mix di giovani ed esperti. Bonaventura è sicuramente il fiore all'occhiello, ma ci sono anche Padelli, De Luca, Nica, ci sono anche giocatori che hanno avuto meno possibilità di esprimere il proprio valore ma che sicuramente avranno la possibilità in futuro di dimostrare le proprie qualità. Speriamo che in futuro l'Atalanta possa confermare quanto di buono ha già dimostrato in questi anni".

Stendardo ha commentato l'imminente arrivo di D'Alessandro: "Lo conosco, l'ho visto giocare diverse volte. E' un esterno molto bravo nell'uno contro uno, che punta l'uomo, quindi credo sia un giocatore da Atalanta. Poi ho piena fiducia nella società, nel direttore. Con l'ausilio del mister Colantuono, sono sicuro che il club riuscirà anche quest'anno a costruire un organico in grado di lottare sempre per un obiettivo che è innanzitutto quello della salvezza. Penso che la salvezza ogni anno per l'Atalanta sia uno Scudetto, poi se riusciremo a toglierci qualche soddisfazione in più, come abbiamo fatto quest'anno, credo sia tutto di guadagnato".

Il difensore ha parlato anche di eventuali obiettivi più ambiziosi: "Qualificazione alle coppe? Il mio auspicio è che la società possa costruire una squadra migliore, ma non è mai facile. In Italia è sempre difficile confermare quanto di buono si fa negli precedenti. Guardiamo l'esempio del Catania: due anni fa ha fatto un grandissimo campionato con 56 punti e quest'anno si è trovato a retrocedere in Serie B, quasi con lo stesso organico. E' giusto ambire, è giusto evolversi e migliorarsi, però io credo che si debba essere anche molto umili, sapere che il nostro campionato è difficile. Sono certo che la società farà di tutto per migliorare questo organico, però non è assolutamente semplice perché il campionato italiano riserva molte sorprese".