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Top & Flop di Avellino-Cittadella

Top & Flop di Avellino-CittadellaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
sabato 29 marzo 2014, 20:562014
di Stefano Sica

Tre punti che pesano. Sofferti ma in definitiva meritati. Anche se con una coda amara che racconteremo dopo. C'era attesa per il ritorno alla vittoria dei Lupi tra le mura amiche. Obiettivo che mancava dal lontano 29 dicembre dello scorso anno (2-1 al Padova, ultima giornata d'andata). Eppure nel primo tempo si è temuta la solita gara anonima. Troppo brutto l'Avellino per essere vero. Lento, macchinoso e senza idee. In molti si aspettavano l'utilizzo del tridente e, con un centrocampo muscolare formato da D'Angelo, Schiavon ed Angiulli, è sembrato automatico attribuire al tecnico Rastelli, per le scelte tattiche di inizio match, l'origine di una prestazione così scialba (fuori Ciano e Ladriere). Per giunta inspiegabile contro un avversario certamente alla portata dei biancoverdi. Anche se lo stesso trainer ha poi spiegato che la priorità era intanto non concedere nulla ai veneti (4-3-3 per loro), per poi provare ad impostare una ripresa diversa. Fatto sta che Zappacosta e Millesi sembravano fantasmi sulle fasce, mentre Castaldo predicava nel buio senza l'ausilio di uno spento Galabinov, e Schiavon, a cui erano affidati compiti di costruzione, appariva pasticcione e non in palla. Solo il trio Fabbro-Pisacane-Izzo non perdeva sicurezza e solidità. Per il Cittadella, venuto al Partenio con l'obiettivo del punticino, non è stato arduo gestire la sfida con intelligenza e senza affanni. Ma, come è spesso capitato nella stagione irpina, la ripresa ha fornito un copione totalmente diverso. Più arrembanti gli uomini di Rastelli, anche per la crescita di Schiavon in regia e di Zappacosta sulla corsia destra. Generoso anche Angiulli, in netta ripresa rispetto a Carpi, bene D'Angelo e ottimo l'impatto sulla gara del neo entrato Peccarisi. Una magia di Castaldo su assist di Schiavon, e due opportunità sciupate prima dallo stesso attaccante napoletano e poi da Galabinov, hanno legittimato la vittoria biancoverde. Contro un Cittadella incapace di reagire e di cambiare i ritmi della partita, nonostante le varie sostituzioni operate da Foscarini in fase offensiva (dentro Surraco, Donnarumma e Piscitella). L'Avellino riprende quindi la marcia. Ma occorrerà far pace con i propri tifosi. Al di là del gesto di stizza di Millesi a fine primo tempo, rivolto ad una parte della Tribuna Terminio che fischiava, c'è da recuperare il feeling con la Curva Sud. Che a fine gara non ha gradito la fuga dei calciatori verso gli spogliatoi. Tanto che un centinaio di ultras ha atteso fuori ai cancelli squadra e dirigenza per un incontro chiarificatore. In realtà, nel corso dei 90' i tifosi della Curva avevano solo gridato un coro di incitamento verso i loro beniamini, quello poi "incriminato" anche nelle parole di Rastelli. Un coro che si era sentito anche negli impegni precedenti al Partenio. Forse un equivoco, o forse c'è dell'altro. Ma le basi per stringersi di nuovo la mano ci sono. Anche perché c'è un sogno che accomuna le parti. Si chiama play-off.

TOP

Castaldo (Avellino, nella foto)
Il solito trascinatore. Non si risparmia mai, anche quando deve fare reparto da solo o è poco assistito dai compagni. Decide la gara e poi spreca una bella opportunità. Ma sta sempre lì. E va a fare anche il difensore quando serve. Commovente come sempre.

Pierobon (Cittadella)
Nella giornata non esaltante dei suoi, la sua discesa in campo è un balsamo per gli appassionati di calcio. Rimpiazza in extremis l'infortunato Di Gennaro ma è sempre lucido e sicuro. Merita solo per questo la palma di migliore. 45 anni e non sentirli. Complimenti.

FLOP

Galabinov (Avellino)
L'ultimo gol è datato 8 febbraio, a Terni. Da allora, e sono passate 8 giornate, il tabellino è a secco. Ma non sarebbe neanche questo il problema principale. Il bulgaro sembra aver perso la ferocia e la forma smagliante di un tempo, anche se prova a muoversi a tutto campo. Il gol che si divora è l'emblema della sua attuale mancanza di lucidità. Magari deve recuperare anche un po' di fiducia. Non gonfiare la rete per tanto tempo può aver inciso.

Djuric (Cittadella)
Fa poco movimento, nonostante Perez da un lato, e Azzi dall'altro, lavorino per lui. Ma non è brillante e fa assai fatica ad imporsi nell'area biancoverde.