Una cantera in pericolo. Il penultimo è Sanabria
Andrea Losapio
Negli anni 90, all'apice del calcio italiano, c'era sempre un pericolo dietro l'angolo. Le società inglesi - ma straniere, più in generale - arrivavano a prendere i migliori prospetti dalle grandi scuole calcistiche italiane. L'Atalanta, sicuramente. Ma anche Lazio, Roma o Parma, per ricordare gli scippi di Lupoli, Giuseppe Rossi, Luca Percassi, Samuele Dalla Bona. In pochi hanno poi trovato una carriera ad altissimo livello, per i motivi più disparati. Forse qualità, probabilmente ambientamento. Ultimamente il settore giovanile più importante del mondo è quello del Barcellona. Perché sforna ogni anno un mare di talenti nuovi, e molti diventano i giocatori più forti del proprio ruolo.
Come Piqué, Leo Messi, Xavi, Iniesta, Fabregas, tutti usciti dalla Masia.
Negli ultimi tempi, però, il problema sembra ripetersi, proprio per la cantera blaugrana. Tonny Sanabria è stato preso dalla Roma (dietro il pagamento della clausola rescissoria), ma non è certo il primo. Josimar, Canós e Pleguezuelo sono altri nomi di giovanissime stelle che possono diventare fra i giocatori più determinanti del pianeta, perché finiti tra Liverpool, Arsenal e Chelsea, e ora pare essere il turno di Munir El Haddadi, altro attaccante che sta facendo impazzire i propri coetanei con gol e giocate d'alta classe. Il suo contratto scade a giugno e ha già parecchie offerte che superano i contratti offerti dal Barça. Questo perché i blaugrana hanno una politica parecchio ristretta sui talenti cresciuti nelle giovanili, con vari step che non permettono di alzare più di tanto i contratti ai minorenni. El Haddadi, del resto, è l'ennesimo gioiello per cui si verificano problemi nel rinnovo, proprio a causa di questa politica monetaria che non transige eccezioni. Anche i ricchi piangono, verrebbe da dire.




