Valzer degli addii al Bentegodi, l'Inter saluta gli eroi e riparte da zero
Alessandra Stefanelli
L'Inter saluta uno dei campionati più difficili della sua storia con una sconfitta, comunque indolore e ininfluente ai fini della classifica. Ma soprattutto l'Inter saluta gli ultimi baluardi di un passato glorioso, che difficilmente tornerà in tempi brevi. Saluta Javier Zanetti - e lo aveva già fatto nello scorso turno contro la Lazio -, saluta Walter Samuel, Diego Milito e soprattutto Esteban Cambiasso. Il Cuchu sembrava l'unico candidato alla riconferma tra i tanti calciatori in scadenza, ma alla fine il presidente Erick Thohir ha optato per un taglio netto. Tabula rasa, via tutti gli eroi del Triplete nerazzurro, vista tutti i calciatori sopra una certa soglia d'età. Rispetto e ringraziamenti per tutti, ma se si vuole ripartire da zero bisogna farlo integralmente, senza lasciarsi distrarre dalla gratitudine.
La nuova Inter ripartirà dai suoi giovani. Da Mateo Kovacic, anche ieri contro il Chievo solito leader in mezzo al campo, da Mauro Icardi e dall'infortunato Juan Jesus. Classe '94, '92 e '91. Ma ripartirà anche da Andrea Ranocchia, possibile nuovo capitano visti gli addii di Zanetti e di Cambiasso. Un'Inter più giovane, vedremo se anche più italiana. Un'Inter allenata al 99% da Walter Mazzarri, che ha ammesso di voler restare in nerazzurro anche senza rinnovo, come già fatto a Napoli. Nel bene e nel male, sarà un'Inter diversa. Giusto o sbagliato, lo dirà solo il tempo.




