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Roberto Carlos: "Juve favorita sul Real. Squadra più forte del '98"

ESCLUSIVA TMW - Roberto Carlos: "Juve favorita sul Real. Squadra più forte del '98" TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
autore
Gaetano Mocciaro
mercoledì 13 maggio 2015, 12:252015

11 anni al Real Madrid vincendo 3 Champions e 2 Intercontinentali, Roberto Carlos è stato indiscusso protagonista nella massima competizione europea. Ai microfoni di Tuttomercatoweb il brasiliano ci racconta i suoi vecchi Real Madrid-Juventus e ci parla della sua carriera e dei progetti futuri:

Roberto Carlos, che Real Madrid-Juventus sarà quello di questa sera?
"Credo che la Juventus arrivi al Bernabeu come favorita, avendo vinto la partita in Italia. Certo, giocare nello stadio del Real è difficilissimo, l'ambiente è particolare. Penso però che i bianconeri abbiano buone possibilità di passare il turno".

Per Lei Real Madrid-Juventus significa finale del 1998, con il successo madrileno che ruppe un digiuno di 32 anni
"Un ricordo bellissimo, perché è stato il primo trofeo europeo vinto. Ma credo che questa Juventus sia più forte di quella del 1998 nonostante quella dell'epoca avesse grandi giocatori".

Più forte questo Real Madrid o quello dei suoi tempi?
"Il mio, ovviamente (ride, ndr). Parlano i numeri, del resto: dal 1998 al 2002 abbiamo vinto 3 Champions League e 2 Intercontinentali, quello di adesso per quanto abbia campioni come Ronaldo, Bale, Benzema. Sarà un peccato non vedere Modric, gran giocatore. Detto questo questo Real Madrid dovrà vincere un paio di Champions per essere paragonato a noi".

Lei ha giocato solo un anno in Italia, all'epoca il miglior campionato al mondo. Come vede la nostra Serie A da fuori?
"Un tempo c'era molta più competitività. Nel calcio italiano di adesso c'è solo la Juventus, mentre all'epoca era una lotta che vedeva i bianconeri opposti a Inter, Roma, Lazio, Milan e Parma. adesso il Milan ha problemi enormi e spero che almeno l'Inter, con Roberto Mancini, possa tornare competitiva sin dal prossimo anno".

Rimpianti per aver giocato solo un anno in Serie A?
"Sì, mi piaceva molto il calcio italiano. Ma all'epoca Hodgson non mi vedeva come terzino, mettendomi attaccante e questo mi ha fatto male. Ad ogni modo l'Italia per me è stata una scuola, ho imparato tantissimo. Sono stato poco da calciatore, ma il mio obiettivo è rientrarci da allenatore".

Dove le piacerebbe allenare?
"Facile: l'Inter".

Si sente pronto per tornare in Serie A?
"Credo che il prossimo anno sarei già pronto per l'Italia".

Intanto da qualche anno allena in Turchia. Che esperienza è?
"Sicuramente molto positiva. Il campionato passato ho portato il Sivasspor al quarto posto, mentre in questa stagione guido l'Akhisar Belediyespor. Mancano 4 giornate, ci siamo salvati e ora vogliamo chiudere nel miglior modo possibile. Poi farò le mie valutazioni".

Si parla intanto della panchina del Fenerbahçe, sua ex squadra
"Se non dovesse vincere il titolo potrebbe essere una possibilità. Stanno arrivando diverse offerte, valuterò al termine della stagione".

La sua avventura di allenatore è partita in Russia, in un progetto ambizioso come quello dell'Anzhi
"E' stata una bella esperienza e la squadra il prossimo anno tornerà nel massimo campionato russo. Credo che Kerimov tornerà a investire forte sul club per tentare nuovamente di vincere il campionato. Per fare di più non è facile, perché devi portare campioni assoluti come quelli del Real Madrid".

Sorprese molto la sua scelta, a suo tempo, di accettare un club del Daghestan. Lei dichiarò che una delle ragioni fu il caviale. Immaginiamo non sia rimasto deluso
"Assolutamente soddisfatto, sia della vita a Mosca, dove vivevo, che del caviale (ride, ndr). Scelta della quale non mi sono pentito, anche perché mi hanno dato l'opportunità di provare una nuova esperienza in un mondo nuovo".

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