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Gervinho, il peggio è alle spalle. La Roma al de Kuip ha ritrovato il suo perno

Gervinho, il peggio è alle spalle. La Roma al de Kuip ha ritrovato il suo pernoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
venerdì 27 febbraio 2015, 13:002015
di Raimondo De Magistris

Gervinho è probabilmente l'ago della bilancia della Roma di Rudi Garcia. Da un anno e mezzo il suo rendimento va di pari passo con quello della squadra capitolina e non è un caso che la crisi giallorossa sia coincisa con l'assenza dell'ivoriano.
Nella prima stagione in Italia l'esterno offensivo scuola Beveren fu accolto con un po' di freddezza. Il biennio a Londra, che non sancì il suo definitivo salto di qualità, lasciò l'impressione di un calciatore troppo fumoso nell'area avversaria per essere considerato un attaccante da grande squadra. In pratica, Gervinho fu scaricato da Wenger già nella seconda stagione. Il suo utilizzo fu decisamente inferiore nel campionato 2012/13, un aspetto che spalancò le porte del suo addio nell'estate successiva. L'Arsenal in Primavera aveva già deciso di poterne fare a meno e l'offerta dei giallorossi, che nel frattempo avevano ingaggiato il suo ex allenatore Rudi Garcia, fu un colpo di fortuna per tutte le parti chiamate in causa.
Di fatto a Roma lo scetticismo attorno alle sue qualità è durato poco. Gervinho, assist-man ancor più che goleador, è stato tra i protagonisti delle dieci vittorie iniziali e del secondo posto finale in una Roma che sotto la gestione del manager francese ha ritrovato quella vigoria che s'era smarrita del tutto dopo la finale di Coppa Italia persa contro i cugini della Lazio.
Garcia fin da subito ha dato alla Roma una identità precisa e nel suo 4-3-3 Gervinho è perno indispensabile per far girare la squadra. Era così nella passata stagione ed è così ancora ora visto che Iturbe non ha ancora dimostrato di essere in grado di prendere il suo posto e Ljajic, seppur alle prese con una buona stagione, interpreta quel ruolo in maniera molto diversa.

L'ex Arsenal, invece, è l'uomo che dà spazio e velocità alla manovra, mette il turbo nelle ripartenze e all'occorrenza sa anche vedere la porta, come testimoniano i dodici gol della passata stagione.
Quest'anno, però, purtroppo per lui e per la squadra qualcosa è cambiato, nonostante un ottimo inizio che l'ha visto protagonista sia all'esordio in campionato che in quello in Champions. Gervinho ha ben presto perso quella freschezza fisica e incisività e la Coppa d'Africa, che di fatto l'ha allontanato da Trigoria per un mese e mezzo, ha acuito il gap col precedente campionato.
La Costa d'Avorio la competizione in Guinea Equatoriale l'ha vinta, ma alla Roma non avrà fatto certamente piacere sia la sua assenza prolungata che il suo rientro in condizioni tutt'altro che ottimali. Nelle sfide contro Parma e Verona l'ivoriano è stato poco più di uno spettatore non pagante. Uno dei simboli di una Roma in crisi che non riesce a scrollarsi di dosso una pareggite in campionato via via sempre più acuta.
Ecco perché il gol di ieri sul campo del Feyenoord, che ha dato continuità a quello siglato nella sfida d'andata, è stato accolto con un sospiro di sollievo da parte dei tifosi giallorossi. Gervinho ha ritrovato la via del gol, due stoccate vincenti nel giro di sette giorni che arrivano quasi tre mesi dopo l'ultima rete in giallorosso, il gol all'Inter che ha dato il via all'ultima vittoria della Roma all'Olimpico in campionato. Una coincidenza tutt'altro che casuale: solo col suo ritorno al 100% la Roma potrà tornare a viaggiare sui ritmi della passata stagione. La sua crescita è legata a doppio filo a quella della squadra.