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Juve: da Davids a Barzagli, da Sissoko a Matri. A gennaio non solo bidoni

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Marco Spadavecchia
mercoledì 30 dicembre 2015, 06:302015
autore Marco Spadavecchia
30.12.2015 06:302015
Dall'inviato a Torino
Barzagli alla Juve nel 2011
Barzagli alla Juve nel 2011

Non è sempre vero che il mercato d'inverno porti solo bidoni. Anzi, accade più volte nella storia che in mezzo a fallimenti e meteore vengano vinte buone scommesse. Anche buonissime, pensando alla Juventus e al calciomercato "di riparazione", cosiddetto. Dalla sentenza Bosman, che dalla fine del 1995 abolisce il limite di stranieri comunitari in campo (cambiando di fatto le regole del gioco), i bianconeri pescano bene più volte. Il presente della Juve, infatti, sorride anche grazie a un acquisto invernale: quello di Andrea Barzagli, che il 27 gennaio del 2011 arriva a Torino dal Wolfsburg. Affarone, se si pensa che l'attuale pilastro della difesa di Massimiliano Allegri raggiunge la Juventus a fronte di un investimento di 300 mila euro. Più che un'intuizione un vero e proprio colpaccio, messo a segno da Beppe Marotta in una della sue prime operazioni per conto della società di corso Galileo Ferraris. Che ringrazia ancora per gli otto trofei sollevati da Barzagli da protagonista, tra campionati e coppe. Qualche anno prima, Edgar Davids è uno degli acquisti invernali che riesce comunque a scaldare il cuore dei tifosi della Signora. Nel dicembre del 1997 il centrocampista viene preso dalla Juventus per 9 miliardi di lire: diventa il primo olandese della storia bianconera. Il giocatore raggiunge Torino dopo il semi-fallimento con la maglia del Milan, che proprio l'anno prima lo preleva dall'Ajax a parametro zero sfruttando la Bosman. Il calciatore con gli occhiali diventa uno dei giocatori più rappresentativi di quella Juventus, che a cavallo del millennio è tra le squadre più forti al mondo. Un mese prima di lui (a novembre del '97) si guadagna la maglia bianconera anche Zalayeta, dal Penarol.

Nella Juve "el Panteron" trova presto il modo di dare una mano mostrandosi più volte decisivo, in Champions come nell'anno della B. Momo Sissoko, invece, è uno dei pochi colpi fortunati nell'era Cobolli-Blanc-Secco. Il maliano giunge in Piemonte dal Liverpool a gennaio del 2008 e grazie a un investimento di 11 milioni di euro. In bianconero Sissoko si ritaglia subito un posto da titolare, diventando uno dei punti fermi del risorgimento bianconero post-Calciopoli. In mezzo, poi, alcuni buoni colpi. Nell'ordine: Mutu nel 2005, Candreva nel 2010 e Matri nel 2011. Oltre a diverse meteore che lasciano comunque un bel ricordo come Dimas nel 1996, Maresca nel 2000 (che fa in tempo a entrare nella storia per le sue corna nel derby della Mole del 2002) e Peluso nel 2013. Senza contare Stendardo nel mercato del 2008, Osvaldo nel 2014 e De Ceglie l'anno successivo (che ritorna con Matri). Perché, puntare su un giocatore vuol dire soprattutto credere sul suo potenziale. Anche in uscita: è l'agosto del 2004 e il futuro Pallone d'oro Fabio Cannavaro raggiunge Torino dall'Inter, società che decide di scambiarlo con Carini. La Juve convalida e lascia andare il portiere uruguaiano (che fa panchina in bianconero da tre anni). Anche Carini arriva alla Juve a gennaio, nel 2001. E anche lui (in un certo senso...) rappresenta una scommessa vinta.