Juve, si riparte a Vinovo. Con molte certezze e un dubbio: il trequartista
Marco Spadavecchia
Vacanze finite, per i bianconeri. Dopo otto giorni di meritato riposo si ritorna in campo a Vinovo. Da oggi la Juve prepara la sfida contro l'Hellas, in scena nel pomeriggio dell'Epifania allo Stadium. E si riparte con tante certezze e qualche interrogativo. In primis, pensando a quello che funziona: la squadra. Il collettivo di Max Allegri che, spinto dai suoi senatori, ha saputo ritrovare la verve persa all'inizio della stagione. La stessa grintosa consapevolezza capace - lo scorso anno - di ipotecare un campionato già dalle sue battute iniziali, portare in bacheca la decima Coppa Italia e raggiungere la finale di Berlino in Champions. Quel sano cinismo ritrovato grazie a una rimonta in grado di mettere una pezza - o quasi - su un avvio di campionato a dir poco claudicante. Quel cambio di passo anche frutto del riscattato Mandzukic, passato da paracarro a panzer nel giro di un mese o poco più. Con il merito di un Barzagli ritrovato, di un Marchisio riscoperto e di un Buffon sempreverde. Con la conferma che Dybala sia molto più che una promessa. E con la fiducia della tifoseria nei confronti di Allegri, consolidata soprattuto grazie al favore incondizionato che la società ha riposto nell'allenatore quando le cose non filavano proprio bene. Ora, che si pensa a proseguire per inseguire (e superare), buona parte dei dubbi riguardano il mercato. In merito, il governo bianconero si è pronunciato da tempo. Per gennaio si cerca un centrocampista.
Dai piedi buoni, che sappia coprire ma anche impostare. E, all'occorreza, pure concludere a rete. Capace di fare rifiatare Pogba, Marchisio ed essere una valida alternativa a Khedira. Non proprio una cosa da poco, insomma. Che sia Gundogan (la prima scelta, costosa e difficile da raggiungere) Banega, Moutinho o Soriano (che per ora sembra il più vicino) ancora una volta le attenzioni della Signora portano in grembo un dubbio. Il solito, da più di un anno a questa parte: serve il trequartista? Con Oscar non se ne fece nulla, nel 2014. Per non parlare di Draxler, corteggiato timidamente (e invano) per un'estate intera da Marotta e i suoi. Che poi "ripiegarono" su Hernanes, uno dei veri interrogativi rimasti a questa Juve, insieme a quelli sul rendimento di Morata, sulla permanenza di Zaza (verso la Premier) e Caceres (che piace a Inter, Milan e Fenerbahçe). Con l'ormai inflazionato dilemma sullo scarso impiego di Rugani (cercato dal Napoli). A tutto, però, c'è rimedio: passa proprio dal campo e attraverso le scelte di Allegri, in grado di sovvertire gerarchie e dare preziose indicazioni alla società. A partire da oggi pomeriggio. Ieri, i bianconeri sono rientrati dalle rispettive mete vacanziere (Rugani in Messico, Marchisio alle Maldive e Caceres in Uruguay) con l'obiettivo di ripartire al meglio. Squadra intera a rapporto e al lavoro, dunque, per smaltire le feste e preparare la ripresa in campionato. Confermando le proprie certezze, tante e buone. E togliersi qualche dubbio di troppo.




