La strigliata di Conte: un nuovo problema per Euro 2016
Marco Frattino
C'era una volta l'Italia, patria del catenaccio e dei successi ad alti livelli basati su una difesa granitica e un certo cinismo in attacco. C'era una volta, fino a qualche anno fa. Perché Antonio Conte, per provare a fare una bella figura in Francia, ha provato a puntare sul blocco Juventus dopo i successi in Italia e aver sfiorato la finale di Europa League nel 2014. E invece il ct, a pochi mesi dall'Europeo in Francia, vede crollare le sue certezze. Male la difesa negli ultimi impegni, un problema in più dopo le difficoltà riscontrate per sistemare l'attacco: dodici le reti incassate nel 2015 in dieci match disputati, con sette gol subiti nelle ultime quattro uscite. Ricevere tre gol dal Belgio - Nazionale numero 1 nel ranking Fifa - è tuttavia eccessivo, prenderne uno a testa da Norvegia e Azerbaigian è un affare evitabile. Due dalla Romania, in quel modo lì, è invece inammissibile. Con i vari Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli che confermano in maglia azzurra le difficoltà riscontrate in questa prima parte di campionato con la Vecchia Signora.
Questione di movimenti collettivi, di protezione della retroguardia. È vero. Ma la situazione, insomma, è critica e lo stesso ct non sottovaluta il problema. "Non esiste che si prendano cinque gol in due partite, con cinque tiri in porta: non deve più accadere", ha dichiarato il selezionatore subito dopo l'esibizione di 36 ore fa a Bologna. Così non va, Conte alza la voce nel tentativo di cambiare registro a breve. Il mister punta a stupire in Francia e conquistare la finale. Difficile, però, sognare in grande quando le punte avversarie riescono ad affondare come una lama nel burro nell'instabile scacchiere azzurro.




