Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Le probabili formazioni di Juventus-Inter - Qualche spiraglio per Podolski

autore
Ivan Cardia
martedì 6 gennaio 2015, 06:542015
autore Ivan Cardia
06.01.2015 06:542015
Fischio d'inizio ore 21. Diretta testuale, pagelle e voci dei protagonisti su TMW!
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il vocabolario italiano del calcio e del giornalismo sportivo in generale deve tantissimo, quasi tutto, ad un certo signore, nato sulle rive del Po per aiutare milioni di poveri sventurati, cui nessuna Musa sussurrava all'orecchio, a definire quel che vedevano, allo stadio o sui teleschermi. Così, prima che Gianni Brera le desse un nome, Juventus-Inter era tante cose: Torino contro Milano, la squadra più nazional-popolare d'Italia contro quella che portava nel nome le stimmate di una vocazione internazionale, bianconeri contro nerazzurri. Poi, da metà anni '60, quella partita è diventata il derby d'Italia. Ovviamente era tale già prima, ma non avremmo avuto le parole per dirlo, finché non è arrivato il Grangiuàn a darcele. Perché erano all'epoca le squadre più vincenti del panorama calcistico nostrano, ma anche espressione di due modi antitetici di vedere il calcio e lo avrebbero dimostrato negli anni a seguire, avvelenati da infinite polemiche ed infine travolti dallo scandalo di Calciopoli.

Ecco perché la rivalità fra Juventus ed Inter non conosce epoche né piazzamenti in classifica: sono passati tanti anni dal 1967 e non pochi dal 2006, oggi i bianconeri sono di nuovo al primo posto e non sembrano intenzionati a lasciarlo, mentre i nerazzurri devono ancora fare i conti con le macerie lasciate dal triplete, punto finale ed iniziale del doppio climax, ascendente e discendente, morattiano, in una stagione che per ora sembra davvero andare per il verso sbagliato. Ma poco importa la distanza in classifica, quando si gioca il derby d'Italia: appuntamento alle ore 21, Juventus Stadium di Torino, arbitro il sig. Luca Banti della sezione di Livorno, va in scena Juventus-Inter.

COME ARRIVA LA JUVENTUS - La ripresa ha regalato maggior tranquillità a Massimiliano Allegri, specie nel reparto arretrato, dove l'emergenza non può dirsi ancora passata ma di certo è attutita: contro l'Inter saranno assenti solo i lungodegenti Romulo, Barzagli ed Asamoah, mentre si rivedranno, in panchina, Martin Caceres e Luca Marrone. A difesa dei pali, inutile a dirsi, vi sarà Gianluigi Buffon, protetto da una linea a 4 che dovrebbe vedere Stephan LIchtsteiner e Patrice Evra (favorito su Simone Padoin) come esterni, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini centrali. Formazione tipo anche a centrocampo, ove Andrea Pirlo sarà in cabina di regia, affiancato da Paul Pogba e Claudio Marchisio; Arturo Vidal dovrebbe giocare da trequartista. Il condizionale in tal caso è d'obbligo perché il cileno non è apparso finora in grandissima forma e dietro le punte non sembra del tutto a proprio agio, a differenza di Roberto Pereyra, la cui eventuale presenza porterebbe qualche rimescolamento nel reparto centrale. Coppia d'attacco "classica" composta da Carlos Tevez e Fernando Llorente, solo panchina per Alvaro Morata.

COME ARRIVA L'INTER - Ranghi quasi completi anche per Roberto Mancini, costretto a fare a meno soltanto di Yuto Nagatomo e Ibrahima Mbaye, impegnati rispettivamente in Coppa d'Asia e d'Africa. Incertezze sulla possibilità di schierare Lukas Podolski: risolte le questioni burocratiche, è comunque improbabile che il tecnico nerazzurro decida di puntare su un giocatore allenatosi solo una volta col gruppo. Il tedesco dovrebbe quindi andare in panchina, salva la possibilità di sfruttare il più classico degli effetti sorpresa. I veri dubbi di Mancini concernono invece il modulo: il 4-3-1-2, che pure resta il suo schema preferito come dichiarato in conferenza stampa, non ha però dato sinora i risultati sperati; ragion per cui è possibile, magari a partita in corso la virata verso il 4-2-3-1, peraltro già provato contro il PSG nell'amichevole di Marrakech. Ad ogni buon conto, il portiere sarà come di consueto Samir Handanovic, davanti al quale i due centrali saranno Andrea Ranocchia e Juan Jesus; pressoché certo anche l'impiego di Danilo D'Ambrosio, la cui fascia di competenza sarà decisa dal ballottaggio fra Dodò e Hugo Campagnaro, che al momento vede in vantaggio l'argentino complice una condizione non ottimale del brasiliano. In mediana dovrebbero trovare posto Gary Medel e Zdravko Kuzmanovic, quest'ultimo preferito a Fredy Guarin in caso di centrocampo a 2, altrimenti potrebbe giocare il colombiano, anche al posto di Hernanes. La scelta del modulo influirà invece soltanto sulla posizione di Mateo Kovacic, comunque titolare ed impiegabile sia da mezzala che da trequartista. Discorso simile per il già citato Hernanes, che però ha qualche possibilità in più di essere sacrificato sull'altare del rombo. Chiusura sull'attacco: Rodrigo Palacio, al netto di qualche difficoltà fisica, è in vantaggio su Daniel Osvaldo (e Podolski, ndr), la prima punta sarà in ogni caso Mauro Icardi.