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Lecce, Savino Tesoro: "Capitolo chiuso. Ho preso questa decisione da tempo"

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Gianluca Losco
giovedì 12 febbraio 2015, 16:092015
autore Gianluca Losco
12.02.2015 16:092015
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano

Molte cose le aveva anticipate ieri nell'intervista a tuttolegapro.com, oggi però il presidente del Lecce Savino Tesoro ha parlato in conferenza stampa. Queste le dichiarazioni raccolte da salentosport.net: "La mia avventura al comando dell'Us Lecce terminerà a fine stagione. Ci tengo subito a precisare che ho quest'intenzione da tempo, ed è stata ragionata ben prima della contestazione della gara con il Savoia. Quella mi ha fatto si male, soprattutto perché di costruttivo non ci ho trovato davvero nulla, ma è stata solo l'ultima espressione di un'ostilità di tutto l'ambiente, comprese stampa ed istituzioni locali, che non mi hanno mai appoggiato e da cui ho solo spesso e volentieri sentito cattiverie nei miei confronti. Si è venuto a creare un ingiustificato clima di ostilità nei nostri confronti che non contiene più i presupposti per continuare su questa strada. Mi hanno detto ed oggi accontento tutti. In ogni caso, in questi tre mesi sarò molto presente e farò il mio lavoro fino in fondo. Da quando sono arrivato, troppe testate giornalistiche hanno pensato di insultarmi più che parlare di calcio e del Lecce, non facendo dunque il loro lavoro. Questa gente non ha mai fatto il bene del Lecce, e mi riferisco in modo particolare ad alcuni giornalisti del Nuovo Quotidiano di Puglia. Posso accettare che un tifoso non sappia alcune vicende legate alla società, e mi accusi magari di elemosinare prestiti e svendere il vivaio. Se però a farlo è un giornalista, qui subentra l'ignoranza, perché non è possibile non sapere che abbiamo sotto contratto ben 26 elementi, più una ventina di ragazzi che abbiamo mandato in giro a fare esperienza, ma che sono di nostra proprietà. I tifosi? Loro non c'entrano nulla con la mia decisione. Certo, alcune cose mi hanno fatto male, e come ho detto tra queste c'è quanto accaduto con il Savoia. Credo che quella sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma probabilmente avrei lasciato comunque.

A parte le ultime frizioni, devo solo ringraziare i nostri sostenitori, la cui passione mi ha sempre dato entusiasmo nel corso di questa avventura ed è stato da sempre l'unico motore che mi ha convinto a credere in questo progetto. In due anni mi hanno dimostrato grande affetto, e per questo ci tengo a ringraziarli. Se ora vogliono che me ne vada, ripeto, gli accontenterò. Ma cosa pretendevano, che vincessi il campionato per forza, senza tener conto degli avversari? Ci abbiamo provato e abbiamo sfiorato la promozione sempre, non siamo certo arrivati a metà classifica. Ci siamo tenuti dietro squadre come la Salernitana di Lotito e del Benevento, che spende milioni da anni. Ora ai tifosi chiedo solo una cosa: dato che ho comunicato la mia volontà di andarmene, pensino solo al bene della squadra. Basta cori contro Tesoro, che non si dimette ma vende la società, e semmai solo critiche costruttive. Il futuro? La famiglia Tesoro non resterà nel mondo del calcio, perché ne abbiamo avuto abbastanza e dobbiamo disintossicarci. Ora aspetteremo fino al 30 giugno, dopodiché valuteremo attivi e passivi e non sarà più interesse mio quello che succederà. Di certo, se nessuno si farà avanti, non iscriverò la squadra al campionato. Comunque non credo che il Lecce fallirà mai, perché avrà un futuro in questo territorio. Per oggi si è fatto vivo solo Josef Cala, quello che ha fatto fallire la Salernitana, per intenderci. Qui però c'è un importante tessuto imprenditoriale, e penso che questa società troverà un nuovo proprietario".