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Non chiamatelo più Special

Non chiamatelo più SpecialTUTTO mercato WEB
© foto di Alberto Fornasari
venerdì 18 dicembre 2015, 07:452015
di Marco Conterio

La fervida sensazione è che Josè Mourinho avesse smarrito la bussola del Chelsea da inizio stagione. Le consuete ironie e frecciate, simpatiche ed istrioniche, del brizzolato portoghese, avevano cambiato tono in questa annata. Erano diventate più cupe e dure. Frecce al veleno, mica solo per staccare la mela dei tre punti dalla testa dell'avversario. No. Cercava di colpirli costantemente in fronte, una volta Wenger e l'altra Ranieri. Una un avversario, una l'altro. Mourinho si era inasprito e dopo il caso Carneiro, pure in casa Chelsea si susseguivano i malumori. Essere a più uno dalla zona retrocessione, nel peggior rendimento della storia recente di una vincitrice del titolo in Premier League, è la fotografia perfetta di un anno orribile. Ma non solo. Imbonitore di telecamere e microfoni, nella prima avventura britannica i tabloid, così come fecero i taccuini italiani, subito s'innamorarono delle sue frasi ad effetto, del suo sguardo beffardo, sornione.

Di quel suo autoproclamarsi speciale. Di quel suo regalare titoli. Adesso no. La boria aveva superato la gloria, la storia. Le reazioni di ieri della stampa inglese sono quelle di chi riesce a riemergere da un uragano, da acque pesanti e profonde. L'ironia british si è subito sprecata, ma nessuno che abbia gridato 'allo scandalo'. Per questo, di Speciale c'è ben poco, in questo esonero. E forse anche nell'ultimo Mourinho. Forse solo un grande allenatore, un vincente. Ma sin troppo innamorato dello specchio, per capire di essere il Sixteenth One.