Perno all'Empoli, panchinaro a Torino. Rugani, aspettando Barzagli
Marco Conterio
Sempre presente la scorsa stagione, mai in quella in corso. Piccola ma doverosa parentesi: Daniele Rugani un anno fa giocava all'Empoli, adesso alla Juventus. Però la distonia, al di là di colori, progetti e prospetti, è forte. Anche perché coi bianconeri ai giovani le chances non mancano. Stefano Sturaro, Mario Lemina, per dirne due, hanno da subito avuto ampie possibilità di scendere in campo. Chiaro: a centrocampo c'è necessità, dietro le virtù di mostri sacri come Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini, più Martin Caceres alla bisogna. Quattro uomini per tre maglie in caso di difesa a tre, addirittura solo due qualora la retroguardia dovesse diventare a quattro come sarà domani. Per questo per Rugani c'è poco spazio ma certo è che pare strano che il miglior giovane difensore italiano, insieme ad Alessio Romagnoli del Milan, non trovi spazio.
D'estate lo seguivano e bramavano Arsenal e Napoli, laddove sicuramente avrebbe avuto più chances. Rugani, però, ha deciso di guardare in prospettiva. Seduto, in panchina, ad aspettare il suo turno. Non per il posto di Bonucci, ora ventottenne, neppure per quello del trentunne Chiellini. Per il dopo Barzagli, trentaquattro primavere festeggiate a maggio. Ma intanto il tempo passa. E Rugani aspetta...




