Ancora assieme: la Juve trattiene campioni e senatori
Gaetano Mocciaro
Porre le basi per poi costruire mattone dopo mattone una squadra sempre più forte. Una filosofia chiara in casa Juventus dal 2011 a questa parte, con l'eccezione della scorsa stagione: tenersi i giovani più forti, inserirne altri dalle grandi prospettive facendoli crescere al fianco dei senatori. La crescita di Rugani in questo senso ne è stato l'esempio: un anno a imparare da Barzagli e Bonucci, migliorando al loro fianco, per poi nel giro di 1-2 anni raccogliere gradualmente il testimone. Sotto questo profilo è da leggersi il rinnovo di Barzagli che a discapito dei 35 anni è pronto a rinnovare fino al 2018. Del resto in termini assoluti il difensore di Fiesole è ancora il miglior centrale d'Italia, ad Allegri il compito di gestirlo.
Un rinnovo che è in arrivo anche per Gianluigi Buffon, con stessa durata non a caso: giusto in tempo per presentarsi all'ultima grande kermesse della sua carriera: il Mondiale 2018 a 40 anni come face un altro mostro sacro dei pali, ossia Dino Zoff. Sarebbe la sesta spedizione, mai nessuno al mondo ci è riuscito.
Ma non finisce qui: se le cessioni di Tevez, Pirlo e Vidal erano dettate sia dall'anagrafe sia dalle motivazioni, la posizione di Pogba e Morata è diversa: salvo offerte incredibili il francese non andrà via, del resto a 23 anni è ancora in fase ascendente e il suo valore potrebbe ancora crescere. Il discorso Morata, che sembrava chiuso lo ha riaperto Beppe Marotta, ammettendo un 50% di possibilità per trattenerlo. Una conferma che permetterebbe di investire in altri reparti, a cominciare da quel trequartista cercato invano la scorsa stagione.




