Juve, in difesa a Monaco: che sia a tre o a quattro, poco importa
Marco Spadavecchia
Difesa a tre o a quattro: un enigma (per gli altri), due sistemi di gioco praticamente intercambiabili per la Juventus. Garantisce Max Allegri. "Dal Napoli in poi abbiamo alternato i due moduli non prendendo gol" ha spiegato il mister bianconero nel post partita di Juve-Sassuolo (1-0) nella sala stampa dello Stadium, indicando quale delle due retroguardie gli dia più sicurezze. Enigma presto risolto: "C'è poca differenza, l'importante è che la sicurezza sia in mezzo al campo. Stasera (venerdì contro i neroverdi, con Barzagli, Bonucci e Rugani in difesa, ndr) Barzagli ha fatto il terzino e quindi è come se avessimo giocato a quattro". Con Alex Sandro tornante, all'occorrenza, e con gli stessi meccanismi che dal Napoli si alternano armonicamente.
Se è vero che i bianconeri siano rodati al "libero" ormai da anni, è altrettanto vero che con il new deal allegriano i quattro dietro siano tornati spesso di moda, già dalla scorsa stagione. Dall'ultima sfida contro gli azzurri infatti, viste anche le "emergenze" (fuori Chiellini), Allegri ha mandato in campo dall'inizio cinque volte su sette la difesa con due centrali e due terzini. Ma la recentissima scelta della linea a tre, visto anche il recupero di Chiellini verso Monaco (imminente, si spera) potrebbe far pensare a un ritorno alle origini. Tuttavia, poco importa: contro i tedeschi, mercoledì in Germania, servirà comunque una prestazione straordinaria. Soprattutto in attacco, dove Dybala e Mandzukic saranno chiamati agli straordinari per raggiungere l'unico risultato utile al passaggio del turno, per imporsi al 2-2 maturato all'andata contro i bavaresi, a Torino: la vittoria ( o un pari, ma dal 3-3). A prescindere da tutto il resto, difesa compresa.




