Juve, le assenze e l'effetto Allianz: dal gelo alla scossa che serviva
Marco Spadavecchia
Quel che l'entusiasmo aveva messo nell'animo della squadra, durante la marcia di avvicinamento verso Monaco, gli infortuni hanno tolto ieri. Raffreddando una fervente speranza. Non del tutto, però: la Juve che si è ritrovata all'Allianz Arena è di quelle che non sa ancora se sentirsi atterrita o ferita, delusa o arrabbiata, avvilita o adirata. Le defezioni illustri, che rischiano di compromettere inesorabilmente la tentata impresa che nella testa di giocatori e tifosi stava prendendo quota (assenti sicuri Chiellini, Marchisio e Dybala, con Mandzukic in forse) ha scosso un ambiente che, al di là del grandissimo potenziale del Bayern, cominciava a crederci. Ma se cambiano gli interpreti dovrà cambiare anche il canovaccio: la regia curata da Max Allegri ribalta l'intreccio, mettendo da parte la (solita) calma e facendo leva sulla grinta e sul carattere di coloro che scenderanno in campo stasera. Indipendentemente dal loro nome: "Non conta chi giocherà ma come giocherà" ha detto ieri il livornese, guardando i volti dei presenti nella pancia dello stadio bavarese, scongiurando ogni sorta di resa preventiva ed esortando a non drammatizzare, ripartendo dal 2-2 dell'andata. "Altro che indeboliti, anzi: quelli che giocheranno al posto degli assenti sono anche più adatti al match...
e in una partita tutto può succedere". Soprattutto con gente come Buffon (più tiepido ma tutt'altro che vinto), Barzagli e Bonucci. Che prenderanno posto in difesa (a quattro) insieme ai terzini Lichtsteiner ed Evra, con a centrocampo Hernanes (o Sturaro) e Khedira. Poi a destra Cuadrado e a sinistra Pogba, dietro a Morata e uno tra Mandzukic (se recupera) e Zaza. "Domani sarà un bel momento per dimostrare il nostro valore" ha detto Buffon. Un'occasione più che mai da non perdere.




