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Juventus, Rugani e il lungo apprendistato per non bruciarsi

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Marco Spadavecchia
lunedì 28 marzo 2016, 10:152016
autore Marco Spadavecchia
28.03.2016 10:152016
Dall'inviato a Torino
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Ha aspettato mesi senza fiatare il suo turno, Daniele Rugani. Perché un posto tra la BBC bianconera non si guadagna in un giorno, soprattutto nel reparto che in un intero campionato - finora - ha incassato appena 16 reti. La miglior difesa italiana e la terza in Europa, dietro solo a Bayern Monaco (13 gol subiti) e ad Atlético Madrid (14 incassati). Rugani è oggi in ritiro con la Nazionale di Conte (chiamato a sostituire il posto lasciato vacante da Barzagli, lontano dalla maglia azzurra anzitempo per un sovraccarico del bicipite femorale sinistro) dopo aver raccolto con la Juve 13 presenze stagionali: quasi sempre a gara in corso, fino febbraio, ma sempre titolare nell'ultimo mese. L'ex Empoli è sceso in campo dall'inizio contro l'Inter, a Milano in Coppa Italia, e in campionato contro Sassuolo e Torino.

Meglio se con la difesa a tre, dove Max Allegri vede il suo impiego più congeniale. Ha debuttato in campionato il 20 dicembre (Carpi-Juve) dopo quattro mesi di panchina, ma le assenze di Caceres e Chiellini hanno poi di fatto rilanciato la sua quotazione. Ora si è guadagnato la ri-chiamata in Nazionale, dopo la prima convocazione dello scorso novembre da parte del ct. Rimanendo alla Juventus, nonostante le sirene del mercato invernale e il lungo apprendistato, entrando spesso in emergenza a gestire patate bollenti. Una panchina dura da reggere ma che probabilmente non lo sta bruciando.