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LIVE TMW - Italia, Ventura: "Non guadagno un euro in più dalla nazionale. Balotelli come gli altri"

autore
Andrea Losapio
martedì 19 luglio 2016, 16:532016
autore Andrea Losapio
19.07.2016 16:532016
Dagli inviati a Coverciano Andrea Losapio e Lorenzo Marucci
FotoTUTTOmercatoWEB

Finisce la conferenza stampa di Ventura.

Ultimissima domanda a Ventura. "La libidine? Prima devono farmela provare... la fantasia aiuta, ma sono un misto fra curioso e voglioso. Non vedo l'ora di iniziare, ho parlato con i miei collaboratori e gli ho detto che dobbiamo buttar giù le immagini delle prime due partite. So cosa voglio vedere, cose buone e meno buone. Due partite di un mese fa, ma le ho ancora negli occhi tanta è la voglia di iniziare e di evolverci partendo da una base ben precisa, facendo un passo in avanti".

Ultima domanda a Carlo Tavecchio, su Oriali. "Il problema prioritario era il ct, con il suo staff. L'entourage è sotto analisi da parte mia e dei collaboratori. Se dovesse succedere risolveremo. Noi abbiamo contatti".

Sull'aggettivo della nazionale. "Quella di Conte era umile e vorrei lo rimanesse, come determinata e feroce. Spero che sia anche eccitante".

Su Marcello Lippi. "Di nomi per sostituirlo non ne faccio, è compito del presidente. Marcello è un amico, siamo cresciuti insieme, c'è un rapporto. Non è colpa di nessuno se lui non c'è. Mi avrebbe fatto piacere se ci fosse. Non mi posso lamentare".

Sulla metodologia e sugli allenamenti. "A Torino mi chiedevano come mai ci allenavamo a porte chiuse. Vent'anni fa giocavano tutti uguale. Oggi l'aspetto tattico, soprattutto in Italia, è prioritario. E' più difficile giocare con il Carpi che non con grandi squadre, al di là della qualità dei giocatori. Se io avessi la certezza che quello che si fa non viene divulgato... è un dispiacere più per chi lavora, non avere nessuno. Non è un problema di metodologia, rimango dell'idea - e l'ho fatto anche a Torino - che se i giornalisti sanno qual è l'obiettivo vengono coinvolti di più. Ogni volta che fai vedere gli allenamenti diventa un boomerang. È proprio una questione di rapporti".

Sull'essere l'allenatore di tutti. "Mi fa piacere, è una cosa estremamente stimolante ed eccitante. Non vedo l'ora di iniziare, è proprio così, perché sono convinto ci siano i presupposti. Chiunque, prima dell'Europeo, mi chiedeva come la vedevo. Io pensavo semifinale come minimo, perché c'erano tutti i presupposti, oltre diventavi presuntuoso. Il Belgio è formato da buonissimi giocatori, ma tutto tranne una squadra. Nell'insieme potevamo non essere all'altezza, ma non c'è stata partita. Vale più l'organizzazione che il singolo".

Su Balotelli e sull'età media. "Se mi chiedi di un giocatore che ha superato i 33-34 anni, come Barzagli, oggi è importante ma fra 4 anni non puoi pensare la stessa cosa. Oggi ci sono giocatori che possono dare un contributo, quelli che vengono dopo - come Romagnoli - possono crescere. Balotelli? È esattamente come tutti gli altri quando a) gioca e b) fa il professionista. Se n'è parlato tanto, dal punto di vista caratteriale può avere lasciato a desiderare. Il fatto che non giochi nel Milan, che il Liverpool lo abbia abbandonato, è evidente che lui sia a un bivio. Ricordo, purtroppo per me, la rovesciata di Gigi Riva a Vicenza. Balotelli quelle poche-tante volte che ha voluto fare il calciatore ha dimostrato qualità assolute. Nessun pregiudizio, ma il campo deve parlare".

Sugli esclusi. "Diventa difficile, ci sono tanti giocatori provati da Conte nelle varie convocazioni. Prima ho detto nomi a caso, ma Bonaventura è stato convocato molte volte e non è andato, Berardi qualche volta e poi è stato escluso. Devi prendere le decisioni in base alle condizioni oppure al modo di stare in campo. Non è che parlo solo con quei 23, parto da loro ma poi vediamo anche gli altri. Credo che Marchisio e Verratti siano importanti, ma anche Perin o Donnarumma. Ce n'è un'infinità, il vero problema è il poco tempo da sfruttare per non bruciare le potenzialità".

Sulla propria carriera. "Non guadagno un euro in più per allenare la nazionale, la Federcalcio ha rilevato furbescamente il mio contratto. Quindi neanche un euro in più. Sui titoli... dipende cosa significa avere vinto, se parliamo di campionati o coppe dicono la verità, obiettivamente è difficile o impossibile vincere se non alleni le cinque squadre forti del campionato. Sfido chiunque ad allenare all'Udinese o alla Sampdoria, Cagliari o Torino. Se vincere significa prendere ragazzi di vent'anni e poi mandarli in nazionale, oppure avere una squadra che perde 20-30 milioni di euro all'anno ma dopo quattro anni hai 150 milioni di euro di plusvalenza... per me significa qualcosa".

Sul catenaccio. "Sono andato a vedere, in Francia, la gara dei padroni di casa con l'Albania. Quando aveva palla l'Albania i francesi erano sulla propria trequarti, se la vediamo in quest'ottica pure loro hanno fatto catenaccio. Non è così, c'è un'evoluzione enorme dal punto di vista tattico. Non c'è una squadra che non ha minimo dieci uomini dietro la linea della palla"

Sui giocatori fuori dall'Italia. "Pellè come Pirlo? Al di là delle età diverse, è da verificare. Il 50% è la Cina, il resto sono gli stipendi importanti... un giocatore dev'essere forte psicologicamente e caratterialmente per fare queste cose. Diamanti quando è andato in Cina, nonostante la qualità poi la nazionale l'ha persa. I 23 dell'Europeo, per quello che hanno dato, meritano che io ci parli. Poi ce ne saranno tanti altri perché il calcio va avanti. Per Pellè, al di là del rigore sbagliato, era reduce da un europeo importante... Ci hanno fatto anche un film, "La Cina è lontana..." Vediamo di capire perché".

Sul dopo Conte. "Bisogna tranquillizzare tutti... facendo una battuta. Semplicemente quando c'è un calcio organizzato può essere migliorato solo nei dettagli. In poco tempo ha fatto qualcosa di importante, spero che quell'assolutamente importante sia rimasto, quindi spero di fare benissimo. Con Barzagli non ci ho ancora parlato, ma se voglio partire da dove ha lasciato Conte è evidente che lui diventerebbe un giocatore che fa comodo alla nazionale":

Sulle similitudini con gli ex ct. "Qualsiasi gioco, se fatto bene, paga. Se fatto male no. Nel momento che tu speri di fare risultato vuol dire che ti affidi o all'individualità o alla casualità. Nel momento in cui vuoi fare risultato è una componente globale che tutti spingano verso la stessa direzione. Il calcio di Conte ha pagato in un momento particolare, i giocatori in panchina al Mondiale di Lippi erano grandissimi nomi, quelli dell'Europeo devono ancora lavorare per quel livello. Il gioco di Conte era importante per raggiungere i risultati, ma lavoriamo per migliorare".

Sulle idee e sui moduli. "Ci sono delle annate nel calcio, ora l'Italia offre un'infinità di esterni, El Shaarawy, Bonaventura, ce ne sono quanti ne vogliamo. Il modulo 3-5-2 va a penalizzare gli esterni. Ora dobbiamo pensare alla qualificazione al Mondiale, poi piano piano... in amichevole contro la Germania rischiare quattro giovani non può essere positivo, rischi di bruciarli. Dobbiamo avere la pazienza per una crescita graduale. Però è un peccato non sfruttare questa infornata di qualità".

Sulle emozioni. "Sono soprattutto felice, purtroppo per me non ho più l'età per emozionarmi. La realtà del nostro campionato è quella che poi ha detto il nostro europeo. Di giocatori ne sono rimasti a casa pochi, sono stati convocati quasi tutti. Il problema del calcio è abbastanza evidente. Ci sono molti giovani in rampa di lancio. Noi giochiamo contro la Francia il primo di settembre, io li vedo tre giorni prima... sono pochi, la base di partenza non potrà essere quella dove si è interrotto l'Europeo. Io sono uno sponsor dei giovani".

Palla a Giampiero Ventura. "Buongiorno a tutti, sono felice di essere qui, ma soprattutto orgoglioso di essere stato scelto a rappresentare una delle nazioni più importanti dal punto di vista calcistico. Ringrazio il presidente Tavecchio, in questi giorni mi è stato vicino, ma anche Antonio Conte, perché mi ha lasciato una squadra con delle conoscenze, con una cultura del lavoro... che è la cosa che mi ha accompagnato nel percorso calcistico. Sono leggermente avvantaggiato, ho scoperto di avere pochissimo tempo, avere qualche base in più rispetto a lui mi aiuta. L'Europeo ci ha dato la consapevolezza che attraverso l'organizzazione e le conoscenze, la compattezza e la disponibilità, attraverso l'unione si possono raggiungere traguardi più importanti. Per gli obiettivi abbiamo bisogno di tutti, saremo disponibili ma vogliamo diventare protagonisti anche per la squadra. C'è stato un grosso riavvicinamento per la maglia azzurra".

Inizia Carlo Tavecchio. "Grazie per essere presenti, abbiamo voluto iniziare questo percorso nuovo da Coverciano. Scelta anche dal punto di vista strategico, riteniamo sia un punto nevralgico del sistema sportivo italiano. Ha un retroterra culturale e sportivo che vogliamo recuperare e portare all'attenzione del paese. Resta la casa della FIGC, del settore tecnico e degli indirizzi sportivi che questa federazione vuole proporre. È un nuovo percorso, la nazionale esce da un europeo importante, dove ha recuperato un'immagine particolare, un patrimonio etico e morale. Una nazione, sotto certi aspetti. Per un nonnulla non abbiamo fatto meglio, ringrazio Antonio Conte per quello che ha fatto per noi, ha creato un nuovo stile di sacrificio. Di squadra e non di individualità. Ventura è un maestro di calcio, io sapevo perfettamente che Conte avrebbe lasciato, era nelle cose. L'economia è questa, e dico tutto. Ventura è sempre stato nella mia testa. Quando qualcuno allena la nazionale, una come l'Italia, ha raggiunto il top. Ha carta bianca, piena operatività, le persone necessarie le avrà. Dal primo settembre incominceremo a fare sul serio. Noi dobbiamo stare nei patti e nelle regole istituzionali fra FIFA e UEFA. I favori li chiederemo (per gli stage, ndr)".

16.10 - Stretta di mano fra Ventura e il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio.

15.55 - Fra poco inizierà la conferenza stampa del nuovo tecnico Giampiero Ventura