Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Ventura: "Porte aperte a Pellè e Berardi. Balotelli diventi uomo squadra"

autore
Marco Conterio
lunedì 17 ottobre 2016, 09:382016
autore Marco Conterio
17.10.2016 09:382016
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Giampiero Ventura, commissario tecnico della Nazionale, parla in esclusiva a Radio Anch'io Lo Sport su Radio 1. "Di scontato in questo campionato non c'è niente. Il ritorno del Milan, quello della Roma, rendono affascinante questa Serie A. L'avventura da ct? Stimolante, impegnativa, per mille motivi. Per la prima volta nelle qualificazioni Mondiali passa una sola, abbiamo la Spagna davanti e per la prima volta nella storia non siamo testa di serie... Che Italia sarà? Voglio allenare i più giovani. Quando hai tre giorni per preparare una gara non puoi fare rivoluzioni immediate o cambiamenti importanti. L'Europeo ha detto che in quei 40 giorni, Conte ha fatto una squadra con una struttura, non potevamo cambiarla in tre giorni. Da lì siamo ripartiti con qualche certezza e con tanta voglia di cambiare strada facendo non perché quelli che c'erano non andavano bene ma perché il dato anagrafico spinge a puntare sui giovani. Vogliamo mettere in condizione i ragazzi di dare un contributo alla Nazionale anche se di tempo ce n'è poco. Difficile dare tutto e subito, ci sono i presupposti per farlo piano piano".
Sul rapporto con la grande vetrina. "Spontaneamente mi vien da dire che non mi conoscono se dicono che non sono abituato. Se parlare di vincere campionati è vincere Scudetti è chiaro, non avendo mai allenato una che lotta per il titolo. Io e i miei collaboratori abbiamo ottenuto altri risultati, lanciando decine di giovani in Nazionale. Abbiamo fatto guadagnare milioni di plusvalenze, facendo un buon lavoro. Partendo da questo presupposto, non cancello trent'anni di calcio. Le pressioni fanno parte della vita di ogni allenatore e sono abituato a sopportarle. Il vero problema è il momento storico dell'Italia, particolare sul piano generazionale: ci sono stati grandi giocatori che hanno finito, altri che stanno lottando per finire il più lontano possibile e giovani che si stanno affacciando. E' un momento delicato da gestire con raziocinio e serenità".
Su Pellè. "Spero che non sia stato frainteso quel che è successo. Si è visto di peggio nel calcio ma con la maglia azzurra il discorso è diverso. E' quel che il gesto di Pellè rappresenta: l'Italia ha sempre esportato un gruppo corretto, con un'immagine positiva. Quel gesto ha annacquato e intaccato l'immagine della Nazionale. E' stato questo, Pellè deve fare riflessioni però. E' evidente che deve farle, anche se è un buon giocatore e un buon ragazzo ma niente è precluso. Porte aperte? Gli serve una riflessione, altrimenti vuol dire autorizzare tutti a non rispettare l'azzurro. Se il tempo dirà che non merita, vedremo, ma porte aperte a tutti".
Sullo schema a due punte. "Non ho un gioco fisso e tipico. 3-4 anni fa abbiamo esportato un calcio offensivo, quello del 4-2-4, siamo stati i primi a farlo. Non c'è niente di deciso".
Su Berardi. "Si è fatta molta confusione: è un giocatore che sta crescendo in modo esponenziale, serve sfruttarlo al meglio. Avendo tre giorni al meglio, non si può prescindere da dove e come è finito l'Europeo.

Mi sono stupito da quel che si è detto su di lui, avrei dovuto convocarlo da infortunato? Avendo tempo, e intendo 5-6 giorni, tutti gli esterni che ci sono in Italia e non verranno presi in considerazione. Insigne, all'Europeo, ha dovuto adattarsi a fare la punta. Però nulla è bloccato, c'è voglia di portare avanti un discorso ma servirà tempo per organizzarlo".
Su Balotelli. "Sono l'ultimo di quelli che parlano di lui, lo ha già fatto tutta Italia. Si sa già tutto: è un giocatore di grandissime potenzialità e qualità che è frenato da un modo di essere che non mo mette in condizione di esprimersi al meglio. Niente è precluso a nessuno, porte aperte a tutti quelli che vengono a far parte di una squadra. Guardavo i giocatori dell'Italia di Lippi: Toni, Totti, Del Piero, Inzaghi... Parliamo di giocatori di assoluta qualità. Per una questione generazionale c'è stato un cambio di livello, un abbassamento. Devi colmare il gap con la squadra che diventa prioritaria sul singolo. Balotelli deve fare il grande passo, mettere a disposizione le sue qualità della squadra e non viceversa".
Su Icardi. "E' un momento difficile per tutti. Icardi ci ha messo del suo in quel che sta succedendo. De Boer è quello meno colpevole, è stato chiamato in corsa e non è facile per un tecnico straniero. Non parla italiano, non conosce benissimo la Serie A, gli serve tempo per capire almeno dove è capitato e cosa fare in Italia. E' un momento difficile per l'Inter, per Icardi, per De Boer. La storia dell'Inter merita qualcosa di meglio in questo momento. E' la società che determina, non possono essere i tifosi. I tifosi possono, anche in modo non corretto a volte, condizionare, ma non determinare".
Su Telles. "Le porte aperte valgono per tutti, Papu Gomez dice le stesse cose. Quando sono convocabili, sarà il campo a dire se meriteranno di far parte o no del gruppo azzurro".
Su Donnarumma. "Non ci fosse Buffon, avrebbe già preso il suo posto. Vederlo allenarsi è bello, ha un futuro straordinariamente importante. Davanti ha Buffon, però, che è un giocatore che ha fatto la storia della Juventus e della Nazionale. Parliamo del giocatore e dell'uomo, ma alle sue spalle nasce un altro Buffon come Donnarumma".
Sugli stage. "Ho già chiesto di farli ma non per i Bonucci, Barzagli e Chiellini. Fanno 70 partite all'anno, la Juventus li dà malvolentieri e non posso chiedere a loro di fare altri allenamenti. Voglio ragazzi di 21, 23 anni, quelli di grande prospettiva in attesa di far parte della Nazionale che mi auguro giocherà i Mondiali. Sono stati concessi, inizieremo a novembre con quei giocatori giovani. Lì potrò modificare il modo di stare in campo, chiamando ragazzi come Verdi, Di Francesco, Calabria. Più che Under 21, direi l'Under 24...".