4-4-2 o 4-2-4: in A giocano così Crotone, Benevento e Udinese
Andrea Losapio
Giampiero Ventura continua nella sua crociata con il centrocampo a due, due esterni e (solitamente) due punte. Tutti quelli che sono passati in conferenza stampa, nei giorni scorsi, hanno posto l'accento più sulla voglia, sulla combattività, sul gioco che la nazionale deve produrre più che sul modulo. Però c'è anche da dire che nelle prime quattro partite di questa stagione calcistica - cioè Spagna, Israele, Macedonia e Albania - Ventura ha proposto il 4-2-4 per tre volte, con due vittorie (entrambe per 1-0 e con indicibili sofferenze) e una volta il 3-4-3, più per opportunità, con l'infortunio di Belotti, che per reale convinzione. L'infortunio di Barzagli ha riportato il commissario tecnico sui binari di un centrocampo che, in novanta minuti, si è passato il pallone 4 volte.
Tornando all'Italia e al campionato italiano, solo tre squadre utilizzato il 4-4-2 che Ventura ha preso in oggetto. Si tratta del Crotone, con Davide Nicola, del Benevento - che nell'ultima sfida ha provato il 4-5-1 - e l'Udinese, vincente 4-0 con la Sampdoria con un cambio modulo e il 4-3-3. Tutti gli altri giocano in maniera differente, con il 4-2-3-1 che può essere una variante ma che, di fatto, non è per nulla lo stesso modo di giocare, anche per tagli e movimenti. E poi gli esterni non sono a ridosso delle punte, costringendo a rientri di 80 metri per difendere la propria zona di competenza.
Insomma, il calcio sembra andare in un'altra direzione. Ma, come direbbe De André, Ventura viaggia ostinatamente e contrariamente al sentir comune.




