Due passi verso Cardiff. Juve, il camaleonte solido che impressiona l'Europa
Ivan Cardia
C'è la doppietta di Gonzalo Higuain, ma c'è anche la sesta partita consecutiva senza subire gol in Champions League. Nella vittoria ottenuta a Montecarlo, sembrerà banale dirlo, c'è tutta la Juventus. La sua compattezza difensiva e la sua concretezza offensiva. La capacità di Allegri di massimizzare la resa della rosa, anche con qualche scelta sorprendente. Barzagli finto terzino destro è un po' un ritorno al passato, con la BBC che tanta tranquillità ha dato negli anni recenti alla tifoseria bianconera. Ma è anche una scelta saggia, che consente di inventarsi un cambio offensivo a partita in corso. Fosse andata male, il tecnico livornese avrebbe avuto Cuadrado per poter cambiare l'andamento della gara.
Non è servito, perché la Juventus si è scoperta una macchina inarrestabile, anche in Champions League. Ha ritrovato la vena di Higuain, che in una sola partita si è preso il palcoscenico, anche quando l'atteso Paulo Dybala ha incantato ma non lasciato il segno. Ha dimostrato che Dani Alves non ha vinto tre Champions per caso: che capolavoro, l'assist per la prima rete del Pipita. Ha messo in mostra un Buffon da Pallone d'Oro e una fase difensiva mai così insuperabile, almeno nella storia recente del calcio europeo. Ha chiarito che i moduli sono per i videogiochi e le etichette sbiadiscono. Il camaleonte solido, di cui parlava senza grosse fortune Claudio Ranieri qualche anno fa, è infine diventato realtà. Dal Louis II esce una squadra che ha diversi protagonisti, ma su tutti un collettivo in grado di fare la differenza. Di accelerare e frenare a seconda del momento, di accendersi e travolgere; un po', si perdoni il paragone sacrilego, come faceva il Grande Torino nel celebre quarto d'ora granata.
È una Juve che risponde alla pari, cioè da grande del calcio europeo, al Real Madrid visto al Santiago Bernabeu l'altra sera. Gonzalo Higuain replica a Cristiano Ronaldo, anche se quest'ultimo ha inciso ancora una volta con un'altra tripletta il suo nome nella storia della Champions. L'argentino deve farlo e ne ha l'occasione. La Juve deve farlo. Bisogna attendere i verdetti delle gare di ritorno, ma il doppio confronto delle semifinali di andata ha regalato alla massima competizione continentale due favorite d'obbligo per la finale di Cardiff. Real Madrid e Juventus, quelle che ci si aspettava dopo il sorteggio. La serata di ieri del Louis II, però, dice che i bianconeri possono arrivare all'ultimo atto senza guardare nessuno dal basso in alto.




