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Eusebio, la Pantera Nera che stupì il Benfica, il Portogallo, il mondo

Eusebio, la Pantera Nera che stupì il Benfica, il Portogallo, il mondoTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
mercoledì 25 gennaio 2017, 05:012017
di Marco Conterio

Per Eusebio il Portogallo decretò, tre anni fa, tre giorni di lutto Nazionale. Perché Eusebio Ferreira da Silva da Lourenço Marques non è stato soltanto un giocatore, una stella. Uno dei più grandi d'ogni tempo. Eusebio è stato simbolo dei tempi e icona di una storia, della storia di un paese. Il Portogallo era, negli anni '50, provincia del grande calcio e dalle sue cercava di attingere ragazzi per farli diventare calciatori. Prima di lui Matateu, Lucas Sebastiao da Fonseca, Diamante Negro che fu il primo giocatore europeo di colore a segnare all'Italia. Eusebio crebbe nel suo mito, lui che in Mozambico era 'Ninguem', nessuno. Aveva sette fratelli ma non un padre. Aveva Mafafala, il suo quartiere, il suo rione, dove meravigliare i suoi amici. Non aveva però le scarpette e per questo il Desportivo, la squadra vicina al Benfica, disse di no al provino, tanto che Ninguem iniziò la sua carriera col Lourenço Marques. I club portoghesi procacciavano affari a basso costo nelle proprie colonie come il Mozambico e lo Sporting Lisbona non si fece sfuggire l'occasione. Lì, con la maglia dei biancoverdi locali, sfidò il Sao Paulo dell'afrobrasiliano Josè Bauer che era molto vicino al Benfica. "Prendetelo, non ve ne pentirete", consigliò alle Aquile che nascosero il giocatore per qualche giorno finché lo Sporting non si rassegnò al suo tesseramento. Il resto, per la Pantera Nera, è gloria e storia. Di lui ha poetato Eduardo Galeano, dicendo che "fu un africano del Mozambico il miglior giocatore in tutta la storia del Portogallo. Gambe lunghe, braccia cadenti e sguardo triste". Pallone d'Oro del '65, ha segnato 733 gol in 745 partite. Ha vinto tre volte i cannonieri della Coppa Campioni, 11 titoli e 5 coppe Portoghesi e la storica Coppa Campioni del '62. Prima Scarpa d'Oro della storia, correva i 100 metri in meno di 11 secondi e ha legato tutta la sua vita ai colori e all'Aquila del Benfica. Eusebio è stato un'icona, un simbolo e una Bandiera. Del Portogallo e del calcio. Che, per piangerne la scomparsa, decretò tre giorni di lutto.

Sono nati oggi anche Xavi Hernandez, Giovanni Galeone, Georges Grun, David Ginola, Nuno Espirito Santo, Robinho, Marco Parolo.