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FIGC verso il commissariamento: Belfast e Calciopoli, i due precedenti

FIGC verso il commissariamento: Belfast e Calciopoli, i due precedentiTUTTO mercato WEB
© foto di Stefano Porta/PhotoViews
lunedì 20 novembre 2017, 15:302017
di Ivan Cardia

"Mercoledì ci sarà il commissariamento della FIGC". Parola di Giovanni Malagò, il CONI si appresta a lanciare la propria longa manus sulla federcalcio. Un atto, forse, dovuto, per una federazione che prima del proprio capo deve anche rivedere le proprie regole. Con due precedenti.

1958, il disastro di Belfast. Estate '58: l'Italia ha fallito per la prima (e fino a pochi giorni fa unica) volta la qualificazione ai Mondiali, giunti alla loro sesta edizione. Gli azzurri perdono il primo mondiale trasmesso in tv, il calcio trema. Giulio Onesti, all'epoca presidente del Comitato Olimpico, attacca: "La Nazionale di calcio rimane la più fiacca e mediocre rappresentativa che lo sport italiano possa esprimere in qualsiasi settore". Barassi si dimette, gli succede il commissario Bruno Zauli. Tra le sue prime mosse, curiosamente, riaprire le frontiere del nostro calcio agli stranieri, esclusi a partire dal 1953 per decisione di Andreotti su richiesta del CONI. Il commissariamento dura un solo anno, nell'agosto 1959 gli succede Umberto Agnelli, all'epoca presidente della Juventus.

2006, Calciopoli. L'ultimo terremoto del calcio italiano. La storia la conosciamo un po' tutti: la Juve viene travolta, rischia la Serie C e finisce in Serie B. Lo scudetto va all'Inter, a deciderlo è Guido Rossi: scomparso nell'agosto di quest'anno, in precedenza era stato uno dei più famosi avvocati italiani, parlamentare vicino al PCI, presidente della Consob, della Montedison e di Telecom Italia. Il suo ruolo di commissario straordinario durerà pochi mesi, per poi passare il testimone a Luca Pancalli, già presidente della Federazione Italiana Sport Disabili, nonché critico nei confronti dell'assegnazione dello scudetto all'Inter, che invece rimarrà in carica per un anno. A succedergli, Giancarlo Abete, che per 7 anni guida la FIGC prima di cedere il passo. A chi? Tavecchio.