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Il calcio a Milano: dinamiche diverse, nomi e paradossi

Il calcio a Milano: dinamiche diverse, nomi e paradossiTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 21 marzo 2017, 07:152017
di Gianluigi Longari
fonte Sportitalia

Lottano per lo stesso obiettivo, ma con due prospettive differenti. La Milano sparring partner delle posizioni di lusso del nostro campionato, sogna di chiudere il suo periodo crepuscolare predisponendo un futuro migliore. Al di là delle dinamiche di classifica più positive, il dubbio non attanaglia più di tanto l’Inter. 
La proprietà dei nerazzurri si è dimostrata particolarmente solida e sostiene di poter mantenere in agilità la promessa di riportare i nerazzurri ai vertici del gotha del calcio continentale. Quella dell’altra metà del Naviglio è decisamente più nebulosa: il closing sembra una slitta sulla neve, ed avendolo intuito, le big d’Italia e d’Europa si affacciano alla collezione di gioielli di via Aldo Rossi con lo sguardo di chi ha fiutato l’affare. Donnarumma sugli scudi, con le parole al contagocce del diretto interessato e di Raiola e gli scenari del grande sgarbo a tinte bianconere dipinto da diversi addetti ai lavori. Senza dimenticarci di Suso, nota lieta della stagione ed obiettivo di chi i soldi ce li ha davvero, ed è pronto a spenderli.
Non saranno ritocchi, invece, quelli dell’Inter.

Suning ha promesso 180 milioni di investimenti, e la sensazione è che i top player potrebbero decidere di tornare ad abitare a Milano. Per quanto buona, la fase di stagione affidata a Pioli ha messo in luce le carenze strutturali di una rosa bisognosa di fuoriclasse in ogni reparto. 
Ne serve uno che accompagni il lavoro di Icardi supportandolo e ispirandolo, e le strade portano tanto in Italia quanto in Sudamerica con i sogni Sanchez e James Rodriguez. 
Ne serve un altro che faccia svoltare il rendimento di una retroguardia da registrare, senza dimenticare le altre frecce di cui potrà presumibilmente disporre il fortunato tecnico cui sarà affidato questo ambizioso progetto. 
Già, perché almeno sotto questo punto di vista, la metà milanista della città è molto più sicura di procedere con chi c’è ora. Aspetto da non sottovalutare, per un progetto solido. Per quanto lusinghiere, non sempre le chiacchiere se le porta via il vento.