Juve, come cambiano le cose in due anni: la storia si scrive in 24 ore
Giulia Borletto
Dalla partita di Monaco di Baviera di più di un anno fa ne è passata di acqua sotto i ponti. La Juventus è cresciuta, è più consapevole, sa cosa vuol dire vincere e non ha più paura. Non la pensano così solo i tifosi ma anche Giorgio Chiellini, che in conferenza stampa elogia la sua squadra, ad un passo dallo storico traguardo di Cardiff. Da Berlino 2015 poi ci sono più differenze che similitudini. In quella particolare serata proprio il difensore toscano non era in campo, dalla metà dell'area in avanti sono cambiati praticamente tutti, le uniche conferme arrivano proprio dalla difesa e dalla porta, dove Buffon ora guarda tutti dall'alto dei suoi 39 anni e dalla tanta voglia di stringere finalmente quella Coppa. Prima della finale del 3 giugno c'è comunque ancora da giocare la gara di stasera, col Monaco che non ha nulla da perdere e che vuol cercare di mettere il bastone tra le ruote dei quasi Campioni d'Italia, fermando la loro corsa inarrestabile da imbattuti in casa. Lo 0-2 mette al sicuro il passaggio a meno che i francesi non decidano di lanciarsi nell'impresa della vita.
Dopo 33 vittorie consecutive, il Torino nel recente derby ha riportato il pareggio allo Stadium, evento che stasera comunque non comprometterebbe l'approdo in Scozia. Tutti dentro contro la squadra di Jardim, anche se un dubbio in Allegri c'è: Barzagli terzino come al Louis II con Cuadrado in panchina e Dani Alves avanzato. Una mossa più che azzeccata in Francia, che quindi potrebbe essere riproposta anche pensando ai cambi necessari e alla poca disponibilità di giocatori proprio nel reparto avanzato. Nessuna differenza invece rispetto a 5 giorni fa in casa monegasca. Stessa formazione, differente convinzione e determinazione in campo per chi all'inizio dell'anno non aveva nessuna pretesa di che quindi, ripetiamo, adesso non ha nulla da perdere.




