Juve, Cuadrado terzino innesca Higuain, ma la difesa soffre più del solito
Marco Spadavecchia
Il problema vero è che la Juventus fatica a giocare 90 minuti. Quasi sempre. E che gli automatismi difensivi, che lo scorso anno facevano grande i bianconeri, oggi mancano e destrutturano una corazzata che sembra aver perso corazza e identità. Oltremodo contro un avversario tosto e tignoso come lo Sporting, con un copione difensivo fatto di densità, spazi corti e pressing. Capace, spesso, di soffocare il misero e intermittente gioco della Juve, ieri privo di idee e di smalto.
DIFESA INDIFENDIBILE — La difesa scricchiola, soprattutto quando deve difendere. E si affanna nel farlo sia con De Sciglio dal primo minuto sulla destra, come a Barcellona — con lui retroguardia nuova rispetto a San Siro per tre quarti, Barzagli e Alex Sandro per Rugani e Asamoah — sia quando l'ex rossonero lascia il posto a Douglas Costa. La stessa mossa di Allegri vista all'andata contro i lusitani (in quel caso uscì Sturaro), con Cuadrado terzino, Mandzukic a destra e il brasiliano sulla trequarti mancina: mossa che non guarisce ma risolve, anche questa volta nella ripresa, perché è proprio dai piedi del colombiano che parte l’azione del pari bianconero, firmato dal destro gentile di Higuain. Il gol preso nel primo tempo dalla Juve, però, porta con sé una serie di responsabilità condivise: Chiellini si fa saltare secco da Gelson Martins, e sulla ribattuta (centrale) di Buffon, Pjanic e Cuadrado sono in ritardo su Bruno Cesar, che trasforma un comodo rigore in movimento. Due tiri in porta per un gol, gli unici dei leoni nello specchio della porta juventina. Salva la faccia Barzagli, il meno peggio del reparto, bravo quando mette una pezza recuperando in extremis un indiavolato Martins. Male invece Alex Sandro, ieri più spento del solito, a tratti imbarazzante.
BASTA UNA FIAMMATA — Sullo svantaggio, basta quindi un'unica fiammata per rimettere la Juventus sui binari della qualificazione, quando Cuadrado inventa per il Pipita che realizza un gol pesante quanto bello: tocco sotto a scavalcare l'uscita bassa di Rui Patricio e l'1-1 è realtà. L'argentino lascia il campo soddisfatto ma non troppo: "Era importante non perdere” dice. Ma la Juventus questa volta ha sofferto. Soprattutto in difesa, più del solito.




