Juve, ecco da dove ripartire: pochi ma buoni, un rinforzo per reparto
Marco Spadavecchia
A parole, i protagonisti bianconeri di Cardiff ci riproveranno l'anno prossimo. Ed è giusto pensare che sarà così: una Juventus tanto forte può e deve puntare alla Champions League, facendo leva su quelle certezze che in Italia la mettono al di sopra tutte le altre da sei anni a questa parte. Perché il gap in Serie A non sarà facile da colmare dalle dirette concorrenti (Roma e Napoli su tutte), e il mercato estivo potrebbe anche aumentare lo spread. La questione è: come migliorare una squadra che ha già dimostrato di giocarsela alla pari con le big d'Europa? E, soprattutto: in che modo motivare giocatori capaci di vincere tanto (e per tanto tempo) in Italia, sfiorando il sogno Champions per ben due volte in tre anni? Per conoscere la risposta chiedere a Massimiliano Allegri, condottiero e psicologo di un gruppo che guiderà per (almeno) altri due anni, contratto alla mano siglato a quattro giorni dal Galles. Un attestato di fiducia non solo sulla carta, visti i quasi 8 milioni di ingaggio e la promessa di tre o quattro colpi grossi. Probabilmente, uno per reparto.
L’ULTIMA DI BUFFON - Il portiere bianconero ci riproverà, ancora una volta. Quella della Champions è la grande coppa che gli manca, e ha promesso un’ultima stagione verso il Mondiale sperando di scrivere il degno finale di una carriera unica. Come è giusto che sia, però, si pensa da tempo a chi potrà raccogliere un’eredità tanto pesante. Il nome più gettonato al momento è quello di Szczesny, bravo a gestire la staffetta giallorossa con Alisson, già pronto per la Serie A e non così "big" da pensare di togliere da subito il posto all’eterno Buffon. Dovesse arrivare il polacco ex Roma, Neto andrebbe a fare il titolare altrove. Si parla anche del 20enne Meret, su cui ci sono già molte squadre (Napoli in testa) e qualche legittima incognita. E poi il 18enne Donnarumma, il Gigio erede designato di Gigi in azzurro, che Raiola potrebbe offrire a mezza Europa, pronta a ricoprire d’oro l'enfant prodige e il suo procuratore.
RINFORZI MIRATI - I 130 milioni che arriveranno dalla Champions, e l’ossessione ormai conclamata per le “grandi orecchie", preparano il terreno a un mercato sontuoso, almeno alla pari di quello della scorsa estate. BBC resta un acronimo di certezza e garanzia ma l’anagrafe non perdona. Barzagli ha 36 anni, Chiellini 33 e Bonucci - che ha detto di voler restare ma che insieme a Dybala è l’unico top cedibile - ne ha compiuti da poco 30. Il giovane Rugani (quasi 23enne) ha dimostrato di essere da Juve, chiede spazio ma è pronto ad aspettare il suo turno. Benatia è stato riscattato ma la concorrenza e i tanti stop non gli hanno permesso di integrarsi al meglio nella difesa meno perforata della Serie A; avrà tempo per farlo da luglio. Caldara è juventino ma è stato preso per il 2018. A sinistra Asamoah dà il cambio ad Alex Sandro e può fare il centrocampista, a destra ci sono buone possibilità che arrivi De Sciglio dal Milan, manifesto e datato pallino di Allegri. Dani Alves (34 anni) potrebbe restare ancora un anno ma anche scegliere di riempirsi le tasche con un ultimo grande contratto, da qualche parte nel mondo.
MEDIANA NEL MIRINO - Il centrocampo sarà il reparto maggiormente rinforzato. Serve uno alla Vidal, per intenderci, ma anche un profilo alla Verratti. Tolisso piace tanto e resta nel mirino, N'Zonzi sembra riavvicinarsi. Paredes potrebbe tornare di moda, Iniesta è la grande suggestione e l’ennesimo colpo d’esperienza alla Marotta, dopo Pirlo e Dani Alves. Come Khedira, tentato dai ritmi e dal cash degli Stati Uniti. Sia Lemina sia Sturaro potrebbero partire e fare cassa. Su Pianic e Marchisio non ci sono dubbi: il bosniaco è appena arrivato e ha trovato la sua dimensione davanti alla difesa, il Principino cercherà quella continuità che gli manca da tempo con la maglia che indossa da quando era bambino, quella bianconera.
TUTTI AVANTI - La Juventus targata 4-2-3-1 (o comunque a trazione anteriore) sarà anche quella del futuro. E non potrà prescindere da Mario Mandzukic, fresco di rinnovo, fondamentale tassello (anche) della fase difensiva bianconera. Dybala e Higuain dovranno farsi perdonare la partaccia di Cardiff contro il Real Madrid, molto difficile che lascino in estate per altri lidi. Stessa cosa vale per Cuadrado, che nell'ultimo periodo è stato parzialmente eclissato da uno strepitoso Dani Alves.
RICAMBI DA BIG - Una big è grande soprattutto nei ricambi. Gli stessi ricambi che per un motivo (cambio modulo) o per un altro (infortuni) sono mancati ad Allegri. Il 21enne Patrik Schick sarà presto bianconero: ha deciso di fare il grande salto alla Juve alla faccia di chi gli dice che giocherà poco. Orsolini ha fatto bene all’Ascoli e benissimo con la Under 20 di Evani: sarà aggregato alla prima squadra nel ritiro estivo e si giocherà le sue chance. Il laziale Keita vuole da morire la Juventus, che a sua volta tiene d'occhio da tempo il 22enne di origini senegalesi. Per Bernardeschi si può fare ma non è così semplice. Il club bianconero aspetta un grande segnale di apertura dalla Fiorentina e dal giocatore. Per migliorare una delle Juventus più forti di sempre, però, serve uno dei giocatori più forti di oggi. Ben altro, quindi. Ronaldo, Messi e Neymar non sono in vendita; Kylian Mbappé, a quanto pare, sì. Il 18enne transalpino ha dimostrato di essere un autentico fuoriclasse con il Monaco, contribuendo a riportare i francesi a vincere in patria dopo 17 anni di buio e secondi posti. E’ francese (che alla Juve non è cosa da poco), ricorda Henry ma costa tanto, e per lui potrebbe scatenarsi un’asta proprio con il Real. Ma se la gara è con i più grandi è giusto pensare a grandi investimenti, perché di quello si tratterebbe. Pochi ma buoni. Anzi, buonissimi.




