Juve, Higuain stringe i denti e prova il "miracolo" al San Paolo
Marco Spadavecchia
"La chirurgia di oggi fa miracoli" aveva detto Marotta lunedì sera poche ore dopo l'intervento alla mano sinistra del suo Pipita, dandolo però al 50% verso il big match contro il Napoli. Quasi come se sapesse, quattro giorni prima, che Gonzalo Higuain il miracolo avrebbe potuto davvero farlo. L'assenza di Mandzukic, poi, ha fatto il resto e spinto l'argentino (e Massimiliano Allegri) a stringere i denti tentando di realizzare quello che, fino a qualche giorno prima, sembrava impossibile o quasi: giocare al San Paolo, stasera. E non è escluso che il Pipita possa scendere in campo addirittura dal primo minuto. Molto, però, dipenderà dal numero 9 argentino. Ciò che filtra dal ritiro bianconero racconta di un assetto titolare provato ieri proprio con Higuain unica punta. Lui se la sente e sta lottando per esserci, il dolore sta calando e le sue quotazioni salgono con l'ottimismo di Allegri, che a questo punto ci sta seriamente pensando. Nonostante l'Olympiacos e il dentro fuori che attende i bianconeri in Champions che, giocoforza, oggi conta più di ogni altra cosa. Anche più della sfida contro il Napoli.
CON O SENZA IL PIPITA – Valutando le condizioni di Cuadrado e Bernardeschi, contro la squadra di Sarri lo schema tattico della Juve dovrebbe essere lo stesso visto con il Barcellona, prima, e contro il Crotone poi. Un 3-4-3 (o 3-4-2-1) con Buffon, Barzagli, Benatia e Chiellini, e a centrocampo Khedira, Pjanic e Matuidi. Il dubbio è sugli esterni, e sulle corsie: l'allenatore livornese dovrà scegliere tra De Sciglio, a destra, o uno tra Alex Sandro e Asamoah da impiegare sulla fascia opposta. In avanti, l'ipotesi di Dybala falso nueve si allontana ma non scompare de tutto. La Joya potrebbe, però, anche giocare con Douglas Costa alle spalle di Higuain. Core 'ngrato passerebbe idealmente dal presepe di San Gregorio Armeno al rettangolo verde del San Paolo, con tanto di mano sinistra fasciata. E, se sarà titolare, il miracolo sportivo potrà dirsi davvero compiuto.




