Juve, in Champions non sei meno delle rivali: lo Stadium è il tuo amuleto
Giulia Borletto
Tutti parlano di triplete, tutti parlano della Juventus. Non fosse così forse ci stupiremo, parleremo, come in effetti è già successo anni fa, di una squadra di Serie B. Tutto nella norma quindi, ma in casa bianconera nessuno fa proclami, nessuno si spinge oltre quella che è la gara di questa sera, nessuno punta troppo in alto. Il primo a non voler pensare a cosa potrebbe capitare se effettivamente Madama arrivasse in finale, è Massimiliano Allegri e non solo perché poi sarebbe obbligatorio parlare di addio. Il Porto non sarà il Barcellona, ma i due gol di vantaggio della gara d'andata non mettono al sicuro niente. Poco importa poi se la Juventus non perde allo Stadium da 20 giornate, contando anche l'Europa League di Conte e in questa stagione stia risultando micidiale tra le mura domestiche. Non sarà paragonabile al Barcellona, al Real Madrid o al Bayern Monaco, ma senza troppi clamori e polemiche (almeno in Europa) si sta ritagliando il suo spazio tra le grandi. Secondo Dybala poi: "Da quando comincia la Champions tutti siamo allo stesso livello.
Siamo primi in campionato e abbiamo vinto in Coppa Italia, forse siamo anche superiori a loro in qualcosa". Stasera spazio ai migliori, come sempre. "Mi aspetto una squadra che sa quello che vuole e che può ancora passare il turno" spiega Allegri in conferenza stampa. "Fino all'espulsione di De Rossi con la Roma era stata una gara equilibrata. Ecco perché dobbiamo sapere di dover fare una grande partita". Buffon tra i pali quindi, Bonucci con uno tra Barzagli e Rugani. A destra Lichtsteiner preferito a Dani Alves, a sinistra Alex Sandro. Marchisio e Khedira a centrocampo e in avanti tutte le stelle del cosmo: Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain alla ricerca del gol che in Champions manca dal 7 dicembre.




