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Juve, le mosse di Allegri: come può cambiare l'attacco contro il Napoli

Juve, le mosse di Allegri: come può cambiare l'attacco contro il NapoliTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 30 novembre 2017, 06:302017
di Marco Spadavecchia
Dall'inviato a Torino

Il cambio d'abito della Signora è pronto. O quasi. Da quando è alla Juventus, Massimiliano Allegri ha sempre cambiato giocatori, ruoli e moduli. Ed è vicino a farlo ancora ora. Dal 3-5-2 contiano alla difesa a 4 con il trequartista; poi la marcia indietro l'anno dopo, prima della lunga serie di esperimenti che la stagione successiva hanno portato al 4-2-3-1, targa a trazione anteriore in grado produrre entusiasmo e inedite soluzioni offensive. Fino a oggi: il modulo a cinque stelle funziona solo con i giocatori chiave al top della condizione. Khedira, Pjanic, Cuadrado e Mandzukic su tutti. L'attualità e i tanti gol presi (14 in altrettante gare), quindi, impongono quanto prima nuova linfa e un definitivo assetto in mezzo al campo. Come il 3-4-3 visto contro il Barcellona, ad esempio, lo stesso schierato poi con il Crotone.

ATTACCO AL SAN PAOLO – La sfida contro l'indissolubile credo tattico di Sarri potrebbe essere vinta a centrocampo. In merito, l'ipotesi mai tramontata, che stuzzica da tempo l'allenatore bianconero, è quella di sfruttare Pjanic come regista-pendolo e fonte di gioco totale tra una mediana irrobustita cucita addosso al bosniaco. Se al San Paolo sarà ancora difesa a tre "basculante", quindi, Alex Sandro dovrà farsi trovare pronto a scendere in fase di non possesso in alternativa al suo omologo di sinistra. Che, senza Lichtsteiner (probabilmente out), potrebbe essere De Sciglio. Ai lati di Pjanic, Allegri ha quattro uomini per due maglie: Marchisio, Matuidi, Khedira e Bentancur, con il tedesco in vantaggio sui compagni. Senza Higuain (ancora in forse dopo l'intervento di lunedì alla mano sinistra), agirebbe da prima punta Mandzukic tra Dybala e Douglas Costa. Oppure, la Joya potrebbe prendere il posto del Pipita come falso nueve avvolto da Super Mario e dal brasiliano, mossa che eviterebbe di dare punti di riferimento alla retroguardia azzurra. Rimescolando le carte e mantenendo costante il lavoro cominciato ormai quattro stagioni fa dal tecnico livornese: cercare sempre il meglio allo stato dell'arte, in base a caratteristiche, condizioni e spirito del suo gruppo. L'ennesima rivoluzione di Allegri è a buon punto.